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  La Dottrina della Trinità !


Il tema biblico che abbiamo iniziato a studiare è quello relativo alla dottrina della Trinità. Desideriamo approfondire l'argomento per giungere, per quanto sia possibile, a conclusioni certe riguardo la divinità di Gesù.

La domanda che ci poniamo è: "Gesù è Dio?"

Se vorrai potrai aggiungere ai vari contributi accademici anche il tuo. Cercheremo di dare spazio a quelli che riterremo utili alla comprensione del tema in oggetto.

Guarda il video!

Ci sembra opportuno chiarire fin da subito che il sito è un sito cristiano curato dalla Chiesa Cristiana di Frosinone e non vorremmo porre barriere e limitazioni a quanti, confessando la loro fede cristiana, provengono da differenti confessioni. Crediamo sinceramente che quanti sono stati perdonati dal sangue di Cristo siano nostri fratelli in Cristo. Quindi la prima fase dello studio deve partire necessariamente col trovare una risposta coerente alle seguenti domande:
  • Quali versetti della Bibbia ci insegnano che se un uomo non crede che Gesù è Dio, però crede con tutto il cuore al sacrificio che Egli ha compiuto dando se stesso sulla croce e che è il Cristo, il Messia, il Figlio di Dio, l'Agnello che toglie il peccato del mondo e il Signore a cui ubbidire, non possa essere salvato e andare in paradiso?

  • Dove è scritto che se un fratello non riesce, per sua ignoranza o limiti vari, a credere alla dottrina della Trinità non possa essere salvato?

  • Chi crede che Gesù è il figlio di Dio, il Messia e il profeta promesso, l’Agnello scelto per l’espiazione dei nostri peccati e crede che in "cielo" si va solo per il sangue versato da Cristo sulla croce e per la santificazione che ne consegue, non per opere ma per grazia soltanto, e però non riesce a credere che ci sia la Trinità nel senso ortodosso del termine e non riconosce che Gesù è Dio e non se la sente di chiamarlo Padre o Dio Eterno, io ti chiedo, costui può essere salvato? Può essere considerato un fratello? Possiamo avere comunione con lui?

A tal proposito ti consigliamo di leggere il documento "I Vangeli parlano di Salvezza?"

Dicevo che è necessario rispondere a queste domande fin da subito, perchè crediamo fermamente che qualunque tipo di studio si vada a iniziare e quali siano i risultati, tutti coloro che hanno lavato le vesti nel sangue dell'Agnello possano considerarsi, comunque e sempre, FRATELLI ! ! Infatti se fosse la dottrina della Trinità a segnare i confini della fratellanza allora si dovrebbero considerare fratelli anche quanti, pur credendo alla "Santissima Trinità", non credono alla salvezza per sola grazia ma propugnano una salvezza per opere meritorie, annullando così, di fatto, il sacrificio di Cristo.




Innanzitutto lasciateci affermare con forza che la Bibbia è il nostro unico fondamento. Leggi con cura questo documento: La Bibbia Unico fondamento.

A seguire due documenti che testimoniano che ci sono altre sfaccettature in merito alla Divinità di Cristo che è buono analizzare. Sono due documenti che pongono la questione in modo da sollecitare il dialogo e la discussione su questo tema così importante. Sono due documenti che, al netto di critiche esegetiche, pongono in luce l'umanità di Cristo Gesù. Impariamo ad apprezzare, leggendoli, che Gesù, il Figlio di Dio, sulla terra, era vero uomo. I due documenti sono:

Utili Riflessioni sulla Trinità.

Chi è Gesù.

Quest'ultimo sono delle note tradotte dall'inglese da degli opuscoli del 1825, commentate abbondantemente dal traduttore e che sono utili per iniziare a porsi delle domande che, se non altro, incoraggino a studiare di più la Bibbia.

Una volta analizzati i due documenti precedenti rimane da farci un'altra domanda:

Che ne è della divinità di Cristo?

Per rispondere a questa domanda desideriamo aprire delle discussioni accademiche su quei versi che vengono utilizzati dagli studiosi per testimoniare la veridicità della dottrina della divinità di Cristo e della Trinità. Il nostro obiettivo è quello di accertare se, oltre ogni ragionevole dubbio, ci sia un modo diverso di interpretarli. In altri termini è interessante valutare la possibilità di reinterpretare con giustizia esegetica quei versetti che teoricamente ci parlano della divinità di Cristo sempre in chiave della sua umanità.

Seguiranno gli studi che verranno elaborati dalla Chiesa di Frosinone in questi mesi tramite l'ausilio di tutti i contributi che ci perverranno dai fratelli che eventualmente decideranno di partecipare al nostro progetto. Gli studi specificatamente affronteranno nel dettaglio e con l'ausilio delle lingue originali quei versi che apparentemente sembrano attribuire a Cristo la divinità. Lo studio ha lo scopo di scoprire la verità e poterci fondare la nostra vita. Se la Trinità è vera allora dobbiamo abbracciarla completamente, ma se non è vera dobbiamo comunque camminare in modo degno del Signore!



Piano Generale degli Argomenti

 

Come abbiamo già detto, tutta la Scrittura ci presenta un Cristo uomo. Moltissimi sono i versetti e le deduzioni riportate nel documento che ha per titolo “Chi è Gesù”. Il nostro obiettivo tuttavia non si esaurisce a questo, in quanto abbiamo il dovere di approfondire anche gli altri versetti che, negli anni, sono stati interpretati a favore della preesistenza di Cristo, della sua incarnazione, della sua divinità e quindi, come conseguenza, della dottrina della Trinità. I versetti elencati in questo piano generale li abbiamo solo lievemente commentati per fissare le ipotesi di partenza che saranno quelle da dimostrare o da confutare. Rimandiamo il lettore alle trattazioni complete e più approfondite che di volta in volta pubblicheremo sul sito. Abbiamo suddiviso la materia in tre parti:

 

  1. Versetti traducibili in modo diverso dalla Nuova Riveduta.
  2. Versetti interpretabili in modo diverso da quello tradizionale.
  3. Versetti che è utile commentare per approfondimenti.

 

Il colore rosso dei versetti sta a indicare che l’approfondimento relativo al verso è già stato realizzato e pubblicato e lo si può “cliccare” per visionarlo.

 

 

I) Versetti traducibili in modo diverso dalla Nuova Riveduta.

 

Michea 5:1 «Ma da te, o Betlemme, Efrata, sebbene tra le più piccole città principali di Giuda, da te mi uscirà colui che sarà dominatore in Israele, le cui origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni.

 

Questo verso viene usato per difendere la preesistenza eterna di Cristo. Tuttavia gli stessi termini in ebraico che qui vengono tradotti con “tempi antichi” e “giorni eterni”, quando vengono usati per Davide e altri ancora, sono resi in modo diverso o almeno con significato differente. Quindi vogliamo dimostrare che il senso che si è voluto dare a questi versetti non è esattamente quello dell’autore originale.

 

 

Giovanni 1:18 Nessuno ha mai visto Dio; l'unigenito Dio, che è nel seno del Padre, è quello che l'ha fatto conoscere.

 

Come la Nuova Riveduta porta in nota, ci sono alcune varianti nei manoscritti relativamente a questo versetto e quindi  un’altra possibile traduzione  è: “l'unigenito figlio”.

 

 

Giovanni 8:58 Gesù disse loro: «In verità, in verità vi dico: prima che Abraamo fosse nato, io sono».

 

La frase “Io sono” è mal tradotta forse proprio a causa del pregiudizio trinitariano. Andrebbe tradotta “io sono [ancor] prima che Abramo fosse nato”. Qui Gesù intendeva dire che egli era nel progetto e nei piani di redenzione di Dio da sempre.

 

 

Giovanni 14:14  Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.

 

Questo versetto in molte versione moderne viene reso così come lo troviamo nella versione Nuova Riveduta. Qui è Gesù che parla e sembrerebbe incoraggiare i discepoli a chiedere a Gesù nel nome sempre di Gesù. Ma stanno proprio così le cose? Logicamente parlando e dopo aver analizzato altri versetti della Parola ci si rende conto che qualcosa non va e che serve un approfondimento ulteriore.

 

 

Giovanni 18:6  Appena Gesù ebbe detto loro: «Io sono», indietreggiarono e caddero in terra.

 

In questo versetto è stato tradotto il termine “io Sono” in modo improprio quasi a voler dare l’idea che Gesù si stesse riferendo all’“Io Sono” che troviamo in Esodo. Ma non è così. Andrebbe tradotto nel modo più semplice “sono io” a intendere “colui che state cercando”. Il fatto che caddero a terra è la realizzazione del Salmo 45 secondo cui i nemici di Cristo sarebbero caduti a terra.

 

 

Atti 20:28   Badate a voi stessi e a tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascere la chiesa di Dio, che egli ha acquistata con il proprio sangue.

 

L’ultima parte di questo versetto, quella sottolineata, va tradotta meglio, eccone due possibilità:

  1. per pascere la chiesa del Signore, che egli ha acquistata con il proprio sangue
  2. per pascere la chiesa di Dio, che egli ha acquistata con il sangue di Suo Figlio

Vedi l’approfondimento.

 

 

Romani 9:5 ai quali appartengono i padri e dai quali proviene, secondo la carne, il Cristo, che è sopra tutte le cose Dio benedetto in eterno. Amen!

 

La parte sottolineata del versetto andrebbe sostituita con la seguente: “il Cristo. Dio che è sopra tutte le cose sia benedetto in eterno. Amen!”. Vedi l’approfondimento.

 

 

1 Corinzi 10:4 Bevvero tutti la stessa bevanda spirituale, perché bevevano alla roccia spirituale che li seguiva; e questa roccia era Cristo

 

Molti intendono questo versetto come se Gesù stesso seguì il popolo di Israele nel loro pellegrinaggio di 40 anni del deserto. Ciò è semplicemente assurdo. Il termine che qui viene tradotto con “li seguiva” sta  a indicare pure una successione temporale. La roccia spirituale a cui bevvero e che li sostenne spiritualmente facendoli camminare e andare avanti era l’attesa del Messia che sarebbe giunto dopo, molti anni dopo!

 

 

Titus 2:13 aspettando la beata speranza e l'apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesù.

 

La parte sottolineata del versetto andrebbe sostituta con: “gloria del nostro grande Dio e del nostro Salvatore Cristo Gesù”. Vedi l’approfondimento.

 

 

Ebrei  1:6 Di nuovo, quando introduce il primogenito nel mondo, dice: «Tutti gli angeli di Dio lo adorino!»

 

Il termine che qui viene tradotto adorare ha vari significati tra cui il principale è quello di prostrarsi davanti a persone importanti. In questo versetto, applicato a Gesù, andrebbe tradotto appunto prostrarsi. Vedi anche Mt 4:10.

 

 

2 Pietro 1:1-2  Simon Pietro, servo e apostolo di Gesù Cristo, a coloro che hanno ottenuto una fede preziosa quanto la nostra nella giustizia del nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo:  grazia e pace vi siano moltiplicate nella conoscenza di Dio e di Gesù, il nostro Signore.

 

Questo versetto dovrebbe essere tradotto sostituendo alla parte sottolineata, come altre traduzioni fanno: “del nostro Dio e del nostro Salvatore Gesù Cristo”.

 

 

1 Giovanni 5:20 Sappiamo pure che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato intelligenza per conoscere colui che è il Vero; e noi siamo in colui che è il Vero, cioè, nel suo Figlio Gesù Cristo. Egli [houtos] è il vero Dio e la vita eterna. (NR)

 

Questo versetto è stato tradotto male e sono state aggiunte nelle varie versioni delle parole tra cui il termine “cioè” che non esiste nell’originale. Altre versioni della Bibbia traducono diversamente. Una buona traduzione potrebbe essere la seguente: “Sappiamo poi che il figlio di Dio è venuto e ci ha dato a noi l’intelligenza affinché conosciamo il vero, e noi siamo nel vero per mezzo del figlio di lui, Gesù Cristo. Ouesto è il vero: Dio e la vita eterna”.

 

 

 

II) Versetti interpretabili in modo diverso da quello tradizionale.

 

Genesi 1:1 Nel principio Dio creò i cieli e la terra.

 

Alcuni sostengono che il termine Elohim, qui tradotto Dio, sia plurale e quindi ci parlerebbe della trinità nella Deità. Il termine Elohim è plurale ma non indica affatto la trinità nella Deità. Infatti viene usato anche per indicare uomini al singolare che dovrebbero essere anche loro quindi trini, seguendo lo stesso ragionamento logico. Molti studiosi trinitari non usano più questo come un testo di prova.

 

 

Genesi 1:26 Poi Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza.

 

Non intende assolutamente che ci sia una pluralità. Potrebbe essere un pluralis maiestatis. Tanto è vero che i versi seguenti al 26 tornano subito al singolare. Vedi l’approfondimento.

 

 

Genesi 11:7 Scendiamo dunque e confondiamo il loro linguaggio, perché l'uno non capisca la lingua dell'altro!»

 

Non intende assolutamente che ci sia una pluralità. Potrebbe essere un pluralis maiestatis. Tanto è vero che i versi seguenti al 7 tornano al singolare. Vedi l’approfondimento.

 

 

Deuteronomio 6:4 Ascolta, Israele: Il SIGNORE, il nostro Dio, è l'unico  SIGNORE

 

Alcuni sostengono che il termine “unico” indichi un’unità composita. Echad in ebraico è il numerale “uno” e non indica unità composta in se perché il senso della pluralità è reso dalla parola cui il termine Echad viene associato (per esempio “un gregge”). Quindi la Parola di Dio nel dire che YHWH è l’unico YHWH intende proprio dire che è uno solo.

 

 

Salmo 45:6  Il tuo trono, o Dio, dura in eterno; lo scettro del tuo regno è uno scettro di giustizia.

 

Questo salmo viene ripreso come citazione da Ebrei 1:8 e molti lo hanno interpretato come se stesse attribuendo la divinità a Cristo. Questo è errato. Il Salmo veniva usato per l’intronizzazione dei re. Quindi si riferisce prima di tutto ai re di Israele. Quindi se Gesù è Dio, lo è anche Davide e tutti gli altri re a seguire. In realtà sia il Salmo 45 sia Ebrei 1:8 stanno esaltando la grandezza di Gesù come rappresentante di Dio, allo stesso modo di come si faceva con Davide e gli altri re. Vedi l’approfondimento.

 

 

Salmo 110:1 Il SIGNORE ha detto al mio Signore: «Siedi alla mia destra finché io abbia fatto dei tuoi nemici lo sgabello dei tuoi piedi».

 

Molti, leggendo questo versetto nella Nuova Riveduta, hanno concluso che questi due Signori dovevano essere entrambi Dio e quindi parte della Trinità; ma così non è. Questo salmo venne citato da Gesù stesso quando cercò di spiegare ai farisei il valore del Messia promesso che sarebbe dovuto venire, cioè egli stesso. Il secondo termine Signore è in ebraico Adoni che significa un signore umano e non divino. Quindi il Messia viene identificato, in questo Salmo, con un signore umano e non con Dio. Inoltre è interessante notare che l’Eterno Dio YHWH è, invece, lui che pone tutti i nemici di Cristo sotto i suoi piedi. E’ Dio che opera ogni tipo di operazione.

 

 

Isaia 7:14  Perciò il Signore stesso vi darà un segno: Ecco, la giovane concepirà, partorirà un figlio, e lo chiamerà Emmanuele.

 

Molti credono che Gesù è Dio incarnato perché si sarebbe chiamato Emmanuele che significa “Dio con noi”. Ma questa conclusione non è affatto vera. Il nome indicava una caratteristica della persona o un aspetto del suo mandato. Giosuè significa YHWH salva ma non per questo pensiamo sia Dio. Vedi anche Mt 1:23.Vedi l’approfondimento.

 

 

Isaia 9:6 Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato, e il dominio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace,

 

Il versetto dice sarà chiamato e non sarà. Queste parole furono prima di tutto attribuite a un re umano probabilmente Ezechia. Quindi se Gesù è Dio, perché alcuni vogliono identificarlo in questa profezia, allora dovremmo essere pronti a dire che anche Ezechia era Dio.

 

 

Isaia 44:6 «Così parla il SIGNORE, re d'Israele e suo salvatore, il SIGNORE degli eserciti: Io sono il primo e sono l'ultimo, e fuori di me non c'è Dio.

 

Anche Gesù è stato chiamato in Apocalisse il primo e l’ultimo, quindi alcuni dicono che deve essere Dio, ma non è così affatto. Anche Gesù è stato chiamato l’Apostolo come gli apostoli eppure non pensiamo siano la stessa persona. Nell’approfondimento cercheremo di fare più chiarezza. Vedi l’approfondimento.

 

 

Zaccaria 12:10 «Spanderò sulla casa di Davide e sugli abitanti di Gerusalemme lo spirito di grazia e di supplicazione; essi guarderanno a me, a colui che essi hanno trafitto, e ne faranno cordoglio come si fa cordoglio per un figlio unico, e lo piangeranno amaramente come si piange amaramente un primogenito.

 

Alcuni, leggendo questo versetto nella Nuova Riveduta, pensano che Dio stesso sia quello che verrà guardato e cioè quello che è stato trafitto e quindi il Cristo. Tuttavia dobbiamo dire che ci sono altre versioni della Bibbia che traducono diversamente, e al posto di “Essi guarderanno a me” rendono invece “Essi guarderanno a lui” (un esempio per tutti): Zaccaria 12:10 “I will pour out on the house of David and on the inhabitants of Jerusalem a spirit of grace and petition; and they shall look on him whom they have thrust through, and they shall mourn for him as one mourns for an only son, and they shall grieve over him as one grieves over a first-born” (NAB). Vedi l’approfondimento.

 

 

Matteo 18:20 Poiché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro.

 

Questo ha un senso spirituale e non fisico. L’idea che Cristo passeggi in mezzo a noi non è biblica. Quando ci si riunisce abbiamo comunione gli uni con gli altri e sopratutto con la Parola che viene letta e meditata. Gesù ha parlato da parte di Dio e i suoi insegnamenti prendono vita quando meditiamo la Bibbia, quindi in qualche modo c’è un’unione mistica e spirituale.

 

 

Matteo 28:19-20  19 Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo,  20 insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate.

 

Molti in questi versetti ci vedono la trinità ma non è così. A parte ci sono seri motivi per credere che questa dicitura non sia corretta perché forse non è presente negli scritti originali come vedremo nell’approfondimento. Si aggiunga che in Atti non viene mai riportata questa formula battesimale: il battesimo veniva fatto solo nel nome di Gesù. Qualora, comunque, si voglia credere che sia la dicitura originale dovremmo interpretarla alla luce del contesto. Fate miei discepoli, insegnando loro cosa? La Parola di Dio che è stata proferita da Cristo e applicata nei cuori dallo Spirito Santo che c’è stato dato dal Padre, che è Dio stesso in noi. Vedi l’approfondimento.

 

 

Giovanni 1:1 Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio.

 

Su questo versetto la trattazione è davvero molto elaborata. Avremo modo, nell’approfondimento, di valutarne ogni aspetto. Una cosa la possiamo dire subito. Questo versetto non parla affatto del Figlio di Dio o di una seconda persona all’interno della Trinità. Se così fosse allora potremmo dire che abbiamo anche un’altra persona nella Deità che si chiama Saggezza (vedi a tal proposito Pr 8). Giovanni 1:1 ci parla della Parola di Dio come la volontà in azione, l’espressa volontà di Dio che realizza i piani eterni di Dio, ma che è sempre Dio, come pure lo stesso discorso vale per la saggezza di Dio. Si tratta sempre di personificazione simbolica.

 

 

Giovanni 1:3   Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta.

 

Chi ha creato i mondi è Dio e non Gesù.

 

 

Giovanni 1:10 Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non l'ha conosciuto.

 

Questo verso fa riferimento a Dio e non a Cristo.

 

Giovanni 1:14  E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre.

 

La Parola si è manifestata in carne cioè attraverso il ministerio di Cristo.

 

 

Giovanni 1:15  Giovanni gli ha reso testimonianza, esclamando: «Era di lui che io dicevo: "Colui che viene dopo di me mi ha preceduto, perché era prima di me.

 

Questo significa che il piano di redenzione attraverso l’Agnello di Dio, che è Gesù Cristo, è sempre stato nella mente di Dio. Inoltre c’è implicita la nozione di superiorità di rango.

 

 

Giovanni 3:13   Nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo: il Figlio dell'uomo che è nel cielo.

 

A questo versetto dovremmo togliere l’ultima frase “che è nel cielo”. Gli ebrei non hanno sicuramente interpretato le parole di Gesù come se il Cristo si fosse incarnato provenendo dal cielo. Loro erano abituati a usare espressioni di questo tipo per indicare che una cosa buona o qualcuno proveniva dalla mano di Dio. Vedi l’approfondimento.

 

 

Giovanni 5:18 Per questo i Giudei più che mai cercavano d'ucciderlo; perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.

 

Il concetto di uguaglianza porta con sé quello di autorità. I farisei interpretarono che Gesù si stava attribuendo l’autorità di Dio in terra, cosa che realmente Gesù stava affermando vedi v. 17. Con la stessa autorità che ci è data da Dio, in Cristo, noi possiamo scacciare i demoni e guarire le malattie. Vedi l’approfondimento.

 

 

Giovanni 10:30 Io e il Padre siamo uno.

 

Qui non si sta parlando di un’unione di sostanza ma spirituale, come anche noi siamo nel padre e nel figlio e loro sono in noi! Vedi l’approfondimento.

 

 

Giovanni 10:33   I Giudei gli risposero: «Non ti lapidiamo per una buona opera, ma per bestemmia; e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».

 

La risposta stessa data da Gesù ai Giudei è la migliore spiegazione al v.33. Gesù non ha mai dichiarato di essere Dio né di essere divino. Egli si è sempre considerato Figlio dell’uomo, Figlio di Dio e il Profeta, ma mai Dio. Vedi l’approfondimento.

 

 

Giovanni 10:38  ma se le faccio, anche se non credete a me, credete alle opere, affinché sappiate e riconosciate che il Padre è in me e che io sono nel Padre.

 

Qui non si sta parlando di un’unione di sostanza ma spirituale, come anche noi siamo nel padre e nel figlio e loro sono in noi! Vedi l’approfondimento.

 

 

Giovanni 17:5 Ora, o Padre, glorificami tu presso di te della gloria che avevo presso di te prima che il mondo esistesse.

 

Quando leggiamo nella 2Ti 1:9 “la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesù fin dall'eternità,  10 ma che è stata ora manifestata con l'apparizione del Salvatore nostro Cristo” nessuno proverebbe a dire che noi, come credenti, eravamo fisicamente viventi alla presenza di Dio prima che Lui creasse il mondo. Ognuno riconosce, infatti, che questa frase significa che noi eravamo “nella mente di Dio” o ancor meglio nella preconoscenza di Dio. Lo stesso vale allora per il nostro Signore Gesù Cristo. La sua gloria, e quindi la gloria del suo sacrificio, erano “con il Padre” prima che il mondo iniziasse e in questo versetto di Gv 17:5 Gesù prega che questa gloria sia manifestata, in altri termini sta pregando che Dio dia seguito all'ultima parte del ministerio di Gesù. Vedi l’approfondimento.

 

 

Giovanni 20:28  Tommaso gli rispose: «Signor mio e Dio mio!»

 

Tommaso incredulo, davanti alla risurrezione di Cristo che è l’opera di Dio, esclama con vigore innalzando la grandezza di Dio. Pochi sostengono che il termine Signore quando si riferisce a Gesù significa Dio; allora Tommaso avrebbe detto “Dio mio e Dio mio!”. Vedi l’approfondimento.

 

 

Atti 5:3-4   3 Ma Pietro disse: «Anania, perché Satana ha così riempito il tuo cuore da farti mentire allo Spirito Santo e trattenere parte del prezzo del podere?  4 Se questo non si vendeva, non restava tuo? E una volta venduto, il ricavato non era a tua disposizione? Perché ti sei messo in cuore questa cosa? Tu non hai mentito agli uomini ma a Dio».

 

A volte questi versetti vengono usati da quanti difendono la Trinità per sostenere che lo Spirito Santo sia una persona distinta alla quale si possa mentire. Noi siamo certi del fatto che sicuramente lo Spirito Santo è Dio e che i due versetti, usando il parallelismo ebraico, stanno a indicare la stessa persona e non due distinte. Inoltre i versetti, sempre per lo stesso motivo, identificano lo Spirito Santo con Dio e non con il Padre, inteso come la prima persona della Trinità. Mentire a Dio è mentire allo Spirito Santo. Se fossero distinte allora mentire allo Spirito Santo significherebbe solo mentire allo Spirito Santo e non al Padre e al Figlio. Gesù stesso rese chiaro questo concetto quando disse che bestemmiare contro il Cristo è diverso che bestemmiare contro lo Spirito Santo. Vedi l’approfondimento.

 

 

Atti 16:7  giunti ai confini della Misia, cercavano di andare in Bitinia; ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro

 

Questo versetto a volte viene usato per indicare che Cristo è Dio equiparandolo allo Spirito Santo del v. 6. Ma tutto ciò non è sostenibile. Ci sono varie e serie ipotesi che ci offrono un’interpretazione affidabile di questo versetto. Che verranno analizzate nell’approfondimento. Per il momento citiamo due versetti chiave che ci fanno capire il rapporto speciale che Paolo aveva con Gesù che noi non abbiamo: “Egli soggiunse: "Il Dio dei nostri padri ti ha destinato a conoscere la sua volontà, a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua bocca. Perché tu gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai viste e udite” (At 22:14-15). Vedi l’approfondimento.

 

 

Romani 10:9 perché, se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato

 

Signore non significa Dio. Pochi sostengono che nel periodo Neotestamentario il termine Signore stava a indicare Dio quando veniva applicato a Gesù. Ma in Atti 2:36 è scritto: “Sappia dunque con certezza tutta la casa d'Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso»”. Qui dice che Dio ha costituto Signore e Cristo quel Gesù. Se fosse vera l’identificazione tra Signore e Dio allora il versetto diventerebbe “Dio ha costituto Dio e Cristo quel Gesù”. Ma l’idea che Dio costituisca Dio è abbastanza difficile da accettare. Vedi l’approfondimento.

 

 

1 Corinzi 8:6 Tuttavia per noi c'è un solo Dio, il Padre, dal quale sono tutte le cose, e noi viviamo per lui, e un solo Signore, Gesù Cristo, mediante il quale sono tutte le cose, e mediante il quale anche noi siamo

 

Questo versetto non sta affatto indicando che Gesù è il creatore dei mondi creati in Genesi 1. Basta vedere il contesto e ci si rende conto che si sta parlando di tutte le cose della nuova creazione. Vale a dire, tutto ciò che è stato provveduto agli uomini lo si ha solo attraverso Gesù Cristo. Ma è sempre Dio il Padre che compie ogni opera e la fa proprio attraverso il sacrificio di Cristo. Vedi l’approfondimento.

 

 

1 Corinzi 12:4-6 4 Ora vi è diversità di doni, ma vi è un medesimo Spirito. 5 Vi è diversità di ministeri, ma non v'è che un medesimo Signore. 6 Vi è varietà di operazioni, ma non vi è che un medesimo Dio, il quale opera tutte le cose in tutti.

 

Molti ci vedono qui la trinità ma così non è. I doni vengono esercitati dallo Spirito Santo che è in noi, il dono promesso dal Padre che riceviamo quando nasciamo di nuovo. I ministeri sono quelli dati alla chiesa perché venga predicato Gesù Cristo e la Sua opera di salvezza, ricordando sempre però che la fonte della salvezza è sempre l’amore di Dio. I vari ministeri predicano un solo Signore Gesù. Alla fine tutte le operazioni provengono da un solo Dio. Quindi in questi versetti è esclusa la trinità. E’ da notare che qui non è scritto “Padre” ma “Dio”, cioè tutta la Deità. Trovare in un versetto, elencati insieme, per ragioni diverse, Dio-Gesù-Spirito non significa che l’autore identifica i tre come uno solo! Vedi l’approfondimento.

 

 

2 Corinzi 13:14  La grazia del Signore Gesù Cristo e l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.

 

Questo versetto che spesso viene usato come formula di benedizione finale nei culti viene interpretato come se sostenesse la dottrina della Trinità ma non è affatto così.  Al limite per parlare della Trinità qui doveva esserci scritto il termine Padre al posto di Dio. Ricordiamo, infatti, che Dio indica tutta la deità che per i trinitari è composta da Padre-Figlio-Spirito. Paolo qui esprime una sua preghiera e desiderio: la comunione che i cristiani possono godere in virtù dello Spirito Santo che è stato sparso nei loro cuori continui sempre abbondante. Lo stesso pensiero è espresso da Paolo in Fil 2:1 “se vi è qualche comunione di Spirito”. Paolo in 2Co13:14 prega pure che l’amore di Dio che ci ha dato Cristo come Agnello e che del continuo ci rinnova le sue compassioni continui a dimorare in noi. Inoltre prega che la Grazia di Cristo rimanga con noi e ciò significa che dobbiamo rimanere sempre saldi in Cristo cioè senza mai “scadere dalla salvezza”. Vedi l’approfondimento.

 

 

Filippesi 1:19   so infatti che ciò tornerà a mia salvezza, mediante le vostre suppliche e l'assistenza dello Spirito di Gesù Cristo

 

Se interpretassimo alla lettera si andrebbe incontro a un assurdo: oltre allo Spirito di Dio ci sarebbe pure lo Spirito di Cristo che fortificava Paolo. Ma questo controsenso ci spinge a cercare la verità ben oltre. Lo spirito Santo che era su Cristo è lo stesso che fortifica Paolo. Vedi l’approfondimento.

 

 

Filippesi 2:5-8 Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù,  il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l'essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma spogliò sé stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; trovato esteriormente come un uomo, umiliò sé stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. (NR)

 

La frase “in forma di Dio” sta a indicare ‘a immagine di Dio’; Gesù era rappresentante di Dio in terra in quanto Cristo o Messia. Si umiliò senza cercare di fare lo stesso sbaglio di Adamo che invece cercò di essere uguale a Dio.

 

 

Colossesi 1:15-20   15 Egli è l'immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura;  16 poiché in lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili: troni, signorie, principati, potenze; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.  17 Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui.  18 Egli è il capo del corpo, cioè della chiesa; è lui il principio, il primogenito dai morti, affinché in ogni cosa abbia il primato.  19 Poiché al Padre piacque di far abitare in lui tutta la pienezza  20 e di riconciliare con sé tutte le cose per mezzo di lui, avendo fatto la pace mediante il sangue della sua croce; per mezzo di lui, dico, tanto le cose che sono sulla terra, quanto quelle che sono nei cieli.

 

In questi versetti ci sono molte cose che andrebbero spiegate perché negli anni sono state interpretate solo nel senso trinitario. Innanzi tutto, i versetti dicono che Cristo è l’immagine di Dio ma non è Dio. Poi specificano cosa è stato creato in lui, cioè attraverso il suo sacrificio: non rocce o mondi, ma troni, signorie, principati, potenze. Lui è il primogenito di ogni nuova creatura in quanto primogenito dai morti. Ancora degno di nota è il fatto che al Padre piacque di far abitare in Cristo tutta la pienezza [significa quindi che non ci abitava prima fin dall’eternità], proprio come in noi oggi abita tutta la pienezza di Dio (Ef3:19). Vedi l’approfondimento.

 

 

Colossesi 2:9  perché in lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità

 

Il termine greco qeo,thj qui tradotto con Deità è usato, in tutta la Bibbia, solo in questo versetto. Sarebbe meglio tradurre con “natura divina” o “divinità”. In Cristo abita la pienezza che al Padre è piaciuto fa dimorare in lui. Anche i Cristiani sono chiamati a essere ricolmi della Pienezza di Dio (Ef 3:19) e partecipi della natura divina (2 Pt 1:4). Vedi l’approfondimento.

 

 

1 Timoteo 6:14-16   14 ti ordino di osservare questo comandamento da uomo senza macchia, irreprensibile, fino all'apparizione del nostro Signore Gesù Cristo,  15 la quale sarà a suo tempo manifestata dal beato e unico sovrano, il Re dei re e Signore dei signori,  16 il solo che possiede l'immortalità e che abita una luce inaccessibile; che nessun uomo ha visto né può vedere; a lui siano onore e potenza eterna. Amen.

 

Alcuni vedendo che anche Gesù viene chiamato Signore dei signori e Re dei re, pensano che Gesù debba essere Dio. In Ap 17:14 infatti è scritto: “Combatteranno contro l'Agnello e l'Agnello li vincerà, perché egli è il Signore dei signori e il Re dei re; e vinceranno anche quelli che sono con lui, i chiamati, gli eletti e i fedeli»”. Ma dai versetti in 1 Ti 6:14-16 si capisce che sono due persone distinte che condividono una stessa definizione o titolo. Ce ne sono però altri che la condividono: Artaserse, Re dei re” (Esdra 7:12);  “Nabucodonosor, re di Babilonia, il Re dei re” (Ezechiele 26:7) e sempre in riferimento allo stesso re  “Tu, o re, sei il Re dei re, a cui il Dio del cielo ha dato il regno, la potenza, la forza e la gloria” (Daniele 2:37). Nel linguaggio semitico il titolo “Signore dei signori” indica il più grande tra i Signori e così anche per l’altro titolo, “Re dei re”. Vedi l’approfondimento.

 

 

Ebrei 1:1-2  Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti,  2 in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale ha pure creato l'universo.

 

Il termine usato per universo indica pure ere. In Ebrei 2:5 è specificato bene di quale mondo sta parlando l’autore: “Difatti, non è ad angeli che Dio ha sottoposto il mondo futuro del quale parliamo”. Vedi l’approfondimento.

 

 

Ebrei 1:8-9   8 parlando del Figlio dice: «Il tuo trono, o Dio, dura di secolo in secolo, e lo scettro del tuo regno è uno scettro di giustizia.  9 Tu hai amato la giustizia e hai odiato l'iniquità; perciò Dio, il tuo Dio, ti ha unto con olio di letizia, a preferenza dei tuoi compagni».

 

Questi versi fanno riferimento al Salmo 45 e quindi la spiegazione è la stessa. Qui si mette in evidenza la grandezza del Re Gesù Cristo, proprio come si faceva per i re del passato tramite il Salmo 45. Vedi l’approfondimento.

 

 

Ebrei 1:10 E ancora: «Tu, Signore, nel principio hai fondato la terra e i cieli sono opera delle tue mani.

 

Questo versetto in realtà è una citazione del Salmo 102:25-27 che nel testo masoretico è così riportato: “nel passato tu hai creato la terra e i cieli sono opera delle tue mani; essi periranno, ma tu rimani; tutti quanti si consumeranno come un vestito; tu li cambierai come una veste e saranno cambiati. Ma tu sei sempre lo stesso e i tuoi anni non avranno mai fine”.  Ma in realtà questa citazione lo scrittore degli Ebrei la riprende dal Salmo 102 ma della versione dei 70. La cosa interessante è che nei versetti 25-27 di questa versione non è più il salmista che parla a Dio ma Dio che parla a un Signore probabilmente il Messia. Vedi l’approfondimento.

 

 

Ebrei 13:8    Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno.

 

Qui non c’è niente che indichi la preesistenza di Cristo. “Ieri” significa quello che Gesù è stato per i discepoli è ancora “oggi” per noi e così sarà in Eterno. La nostra salvezza è assicurata dal fatto che il sacrificio di Cristo è immutabilmente fatto una volta per sempre. Vedi l’approfondimento.

 

 

1 Pietro 1:11 Essi cercavano di sapere l'epoca e le circostanze cui faceva riferimento lo Spirito di Cristo che era in loro, quando anticipatamente testimoniava delle sofferenze di Cristo e delle glorie che dovevano seguirle.

 

Il fatto che qui si faccia riferimento allo Spirito di Cristo che era in loro potrebbe far pensare che Cristo fosse presente nell’Antico Testamento. Ma tutto questo non è vero. La Bibbia parla anche dello ‘Spirito di Elia’ eppure sappiamo che sta a indicare ben altro. Lo Spirito che muoveva i profeti viene chiamato qui da Pietro lo spirito di Cristo a intendere che era associato a Cristo e che  profeticamente parlava di Cristo e della sua venuta, ma non che fosse davvero in loro lo Spirito di Cristo. Vedi l’approfondimento.

 

 

1 Gv 2:22  Chi è il bugiardo se non colui che nega che Gesù è il Cristo? Egli è l'anticristo, che nega il Padre e il Figlio.

 

In alcuni ambienti cristiani è detto: “Se non credi che Gesù Cristo è Dio, allora tu sei lo spirito dell’anticristo”. Il versetto in 1Gv 2:22 è stato spesse volte utilizzato per supportare questa tesi. Ma in realtà che cosa afferma questo versetto? Giovanni avverte quanti non vogliono riconoscere che Gesù è proprio il Cristo (Messia) tanto atteso. Oggi c’è un popolo intero che ancora non lo riconosce, il popolo di Israele che ancora attende il Cristo.

 

 

1 Gv 4:1-3 Carissimi, non crediate a ogni spirito, ma provate gli spiriti per sapere se sono da Dio; perché molti falsi profeti sono sorti nel mondo.  2 Da questo conoscete lo Spirito di Dio: ogni spirito, il quale riconosce pubblicamente che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio;  3 e ogni spirito che non riconosce pubblicamente Gesù, non è da Dio, ma è lo spirito dell'anticristo. Voi avete sentito che deve venire; e ora è già nel mondo.

 

Molti cristiani usano questi versi per sostenere che bisogna credere che Gesù è Dio per essere davvero salvati. Noi affermiamo che non è affatto quanto i versetti stanno praticamente dicendo. Per comprenderli appieno dobbiamo leggere quanto è scritto senza aggiungere le nostre interpolazioni o interpretazioni. Giovanni qui sta affermando proprio il contrario della divinità di Cristo. La preoccupazione di Giovanni era di combattere le filosofie del momento che volevano Cristo come un essere spirituale o un’apparizione. Invece Giovanni dice Cristo è uomo.

 

 

2 Gv 1:7-10 Poiché molti seduttori sono usciti per il mondo, i quali non riconoscono pubblicamente che Gesù Cristo è venuto in carne. Quello è il seduttore e l'anticristo. Badate a voi stessi affinché non perdiate il frutto delle opere compiute, ma riceviate piena ricompensa. Chi va oltre e non rimane nella dottrina di Cristo, non ha Dio. Chi rimane nella dottrina, ha il Padre e il Figlio. e qualcuno viene a voi e non reca questa dottrina, non ricevetelo in casa e non salutatelo.

 

Molti cristiani usano questi versi per sostenere che bisogna credere che Gesù è Dio per essere davvero salvati. Noi affermiamo che non è affatto quanto i versetti stanno praticamente dicendo. Per comprenderli appieno dobbiamo leggere quanto è scritto senza aggiungere le nostre interpolazioni o interpretazioni. Giovanni qui sta affermando proprio il contrario della divinità di Cristo. La preoccupazione di Giovanni era di combattere le filosofie del momento che volevano Cristo come un essere spirituale o un’apparizione. Invece Giovanni dice Cristo è uomo.

 

 

 

Apocalisse 1:8   «Io sono l'alfa e l'omega», dice il Signore Dio, «colui che è, che era e che viene, l'Onnipotente».

 

Qui è Dio che parla.

 

 

Apocalisse 1:17-18  17 Quando lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli pose la sua mano destra su di me, dicendo: «Non temere, io sono il primo e l'ultimo,  18 e il vivente. Ero morto, ma ecco sono vivo per i secoli dei secoli, e tengo le chiavi della morte e del soggiorno dei morti.

 

Ogni volta che Gesù dice “il primo e l’ultimo” fa sempre riferimento al fatto che era morto e ora vive. Analizzeremo nell’approfondimento che significa tutto ciò.

 

 

Apocalisse 21:5-7  5E colui che siede sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose». Poi mi disse: «Scrivi, perché queste parole sono fedeli e veritiere», e aggiunse:  6 «Ogni cosa è compiuta. Io sono l'alfa e l'omega, il principio e la fine. A chi ha sete io darò gratuitamente della fonte dell'acqua della vita.  7 Chi vince erediterà queste cose, io gli sarò Dio ed egli mi sarà figlio.

 

Qui parla Dio.

 

 

Apocalisse 22:12-14  12 «Ecco, sto per venire e con me avrò la ricompensa da dare a ciascuno secondo le sue opere.  13 Io sono l'alfa e l'omega, il primo e l'ultimo, il principio e la fine.  14Beati quelli che lavano le loro vesti per aver diritto all'albero della vita e per entrare per le porte della città!

 

Qui sta parlando sempre Dio.

 

 

III)  VERSETTI CHE È UTILE COMMENTARE PER APPROFONDIMENTI.

 

 

Genesi 16:7-13 7 L'angelo del SIGNORE la trovò presso una sorgente d'acqua, nel deserto, presso la sorgente che è sulla via di Sur,  8 e le disse: «Agar, serva di Sarai, da dove vieni e dove vai?» Lei rispose: «Fuggo dalla presenza di Sarai mia padrona».  9 L'angelo del SIGNORE le disse: «Torna dalla tua padrona e umiliati sotto la sua mano».  10 L'angelo del SIGNORE soggiunse: «Io moltiplicherò grandemente la tua discendenza e non la si potrà contare, tanto sarà numerosa».  11 L'angelo del SIGNORE le disse ancora: «Ecco, tu sei incinta e partorirai un figlio a cui metterai il nome di Ismaele, perché il SIGNORE ti ha udita nella tua afflizione;  12 egli sarà tra gli uomini come un asino selvatico; la sua mano sarà contro tutti, e la mano di tutti contro di lui; e abiterà di fronte a tutti i suoi fratelli».  13 Allora Agar diede al SIGNORE, che le aveva parlato, il nome di Atta-El-Roi, perché disse: «Ho io, proprio qui, veduto andarsene colui che mi ha vista?»

 

L’angelo dell’Eterno non è affatto una teofania di Gesù Cristo. Basti pensare che mentre Gesù era già nel grembo di sua madre Maria, l’angelo del Signore parlava a Giuseppe. Vedi l’approfondimento.

 

 

Genesi 18:1-3  Il SIGNORE apparve ad Abraamo alle querce di Mamre, mentre egli sedeva all'ingresso della sua tenda nell'ora più calda del giorno.  2 Abraamo alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano davanti a lui. Come li ebbe visti, corse loro incontro dall'ingresso della tenda, si prostrò fino a terra e disse:  3 «Ti prego, mio Signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo!

 

Chi erano questi tre uomini? Cercheremo di dare delle risposte tra varie alternative possibili. Vedi l’approfondimento.

 

 

Deuteronomio 18:15-22 15  Per te il SIGNORE, il tuo Dio, farà sorgere in mezzo a te, fra i tuoi fratelli, un profeta come me; a lui darete ascolto!  16 Avrai così quello che chiedesti al SIGNORE tuo Dio, in Oreb, il giorno dell'assemblea, quando dicesti: «Che io non oda più la voce del SIGNORE mio Dio, e non veda più questo gran fuoco, affinché io non muoia».  17 Il SIGNORE mi disse: «Quello che hanno detto, sta bene;  18 io farò sorgere per loro un profeta come te in mezzo ai loro fratelli, e metterò le mie parole nella sua bocca ed egli dirà loro tutto quello che io gli comanderò.  19 Avverrà che se qualcuno non darà ascolto alle mie parole, che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto.  20 Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome qualcosa che io non gli ho comandato di dire o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta sarà messo a morte».  21 Se tu dici in cuor tuo: «Come riconosceremo la parola che il SIGNORE non ha detta?»  22 Quando il profeta parlerà in nome del SIGNORE e la cosa non succede e non si avvera, quella sarà una parola che il SIGNORE non ha detta; il profeta l'ha detta per presunzione; tu non lo temere.

 

Questi versetti profetizzano Gesù come profeta che avrebbe pronunciato solo le parole che YHWH gli avrebbe posto sulla bocca. Sarebbe stato l’intermediario che voleva il popolo per non sentire direttamente la voce di Dio. Sicuramente Gesù è il Cristo e l’Agnello di Dio e il figlio di Dio, ma il suo ministerio di tre anni sulla terra l’ha svolto principalmente come profeta di Dio, unto e potente in opere e parole.

 

 

Salmo 18:31  Poiché chi è Dio all'infuori di Yhwh? E chi è Ròcca all'infuori del nostro Dio

 

Questo versetto è ben tradotto così come è reso dalla Nuova Riveduta. Ci interessa però approfondirne lo studio perché, indirettamente, è collegato con il tema della trinità. Infatti nel cristianesimo di “massa” Gesù viene celebrato con canti e preghiere come la Ròcca Eterna. Ma tutto questo non è affatto attinente alla realtà biblica. Come vedremo, solo Dio è la nostra Ròcca e questo attributo non lo vuole condividere con nessuno.

 

 

Isaia 43:11 Io, io sono il SIGNORE, e fuori di me non c'è salvatore.

 

Questi versetti alcuni li hanno usati per indicare che essendo Gesù il nostro salvatore allora deve essere il SIGNORE di cui parla qui Isaia. Ma questo non è assolutamente corretto. Isaia stesso dice: “ 10 I miei testimoni siete voi, dice il SIGNORE, voi, e il mio servo che io ho scelto, affinché voi lo sappiate, mi crediate, e riconosciate che io sono. Prima di me nessun Dio fu formato, e dopo di me, non ve ne sarà nessuno. ...  12 Io ho annunziato, salvato, predetto, e non un dio straniero in mezzo a voi; voi me ne siete testimoni, dice il SIGNORE; io sono Dio”. Il nostro Salvatore è Dio che ha mandato suo Figlio per salvarci e che quindi viene chiamato il nostro salvatore, cioè lo strumento per il quale Dio ci ha salvati. Vedi anche note di Lu 1:47. Vedi l’approfondimento.

 

 

Geremia 17:5  Così parla il SIGNORE: «Maledetto l'uomo che confida nell'uomo e fa della carne il suo braccio, e il cui cuore si allontana dal SIGNORE!

 

Alcuni dicono che Gesù non poteva essere un uomo altrimenti noi non potremmo confidare in lui. Ma in realtà il versetto visto nel contesto ci parla di chi confida negli uomini allontanandosi da Dio. Noi, confidando in Gesù, non ci allontaniamo da Dio. Vedi l’approfondimento.

 

 

Geremia 23:6  Nei suoi giorni Giuda sarà salvato e Israele starà sicuro nella sua dimora; questo sarà il nome con il quale sarà chiamato: SIGNORE-nostra-giustizia.

 

Poiché il messia sarebbe stato chiamato YHWH-nostra-giustizia, allora alcuni sostengono che deve essere il YHWH. Ma i nomi esprimono dei concetti e delle funzioni. Cristo sicuramente ebbe il compito di rappresentare la giustizia di Dio, anzi egli stesso, in quanto Agnello di Dio, è la giustizia di Dio, cioè lo strumento per il quale Dio ha reso giusti quanti hanno creduto. Giosuè era chiamato con questo nome che significa il YHWH-SALVA ma non era Dio. Vedi l’approfondimento.

 

 

Zaccaria 11:13  Il SIGNORE mi disse: «Gettalo per il vasaio, questo magnifico prezzo con cui mi hanno valutato!» Io presi i trenta sicli d'argento e li gettai nella casa del SIGNORE per il vasaio.

 

Chi fu valutato 30 sicli d’argento? Vedi l’approfondimento.

 

 

Matteo 28:18   E Gesù, avvicinatosi, parlò loro, dicendo: «Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra.

 

Dio ha l’autorità mentre Cristo ha un’autorità delegata e derivata. Vedi l’approfondimento.

 

 

Luca 1:35 L'angelo le rispose: «Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà dell'ombra sua; perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio.

 

E’ radicata nella tradizione l’idea che quando si parla di Gesù come Figlio di Dio in pratica si sta dicendo che Gesù è Dio Figlio. Ma tutto questo non ha fondamento biblico. I cristiani sono a buon titolo Figli di Dio pur non essendo ‘Dii Figli’. Inoltre questi versetti in Luca stanno dicendo che Gesù sarebbe stato chiamato Figlio di Dio a seguito della sua opera compiuta. Vedi l’approfondimento.

 

 

Giovanni 2:19  Gesù rispose loro: «Distruggete questo tempio, e in tre giorni lo farò risorgere!»

 

Alcuni potrebbero dedurre che Gesù risuscitò da solo senza l’aiuto di Dio. Questo è errato perché tutta la Bibbia ci dice che è Dio che ha risuscitato Gesù dai morti. Vedi l’approfondimento.

 

 

Giovanni 2:24-25  24 Ma Gesù non si fidava di loro, perché conosceva tutti  25 e perché non aveva bisogno della testimonianza di nessuno sull'uomo, poiché egli stesso conosceva quello che era nell'uomo.

 

Questi versetti non stanno affermando che Gesù è Dio perché conosceva il cuore degli uomini. Gesù, vero e perfetto uomo, sapeva bene quali passioni si agitano negli uomini e sapeva anche in che modo tenerle a debita distanza. Inoltre, poiché Gesù era anche profeta, Dio, laddove era necessario, gli rivelava i segreti intimi di quanti erano vicino a lui. Vedi l’approfondimento.

 

 

Giovanni 3:13 Nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo: il Figlio dell'uomo che è nel cielo

 

Gli Ebrei erano abituati a espressioni di questo tipo per indicare qualcosa o qualcuno che proveniva dalla mano di Dio. Vedi l’approfondimento.

 

 

Giovanni 6:33 Poiché il pane di Dio è quello che scende dal cielo, e dà vita al mondo

 

Gli Ebrei erano abituati a espressioni di questo tipo per indicare qualcosa o qualcuno che proveniva dalla mano di Dio. Vedi l’approfondimento.

 

 

Giovanni 6:38 perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.

 

Gli Ebrei erano abituati a espressioni di questo tipo per indicare qualcosa o qualcuno che proveniva dalla mano di Dio. Vedi l’approfondimento.

 

 

Giovanni 6:62  E che sarebbe se vedeste il Figlio dell'uomo ascendere dov'era prima?

 

Qui Gesù sta parlando della sua resurrezione come risulta chiaro analizzando il contesto. Vedi l’approfondimento.

 

 

Giovanni 8:24  Perciò vi ho detto che morirete nei vostri peccati; perché se non credete che io sono, morirete nei vostri peccati.

 

Dovevano credere che egli era il Cristo. Vedi l’approfondimento.

 

 

Giovanni 10:18  Nessuno me la toglie, ma io la depongo da me. Ho il potere di deporla e ho il potere di riprenderla. Quest'ordine ho ricevuto dal Padre mio.

 

L’approfondimento su questo versetto è lo stesso che interessa quello di Giovanni 2:19. Vedi l’approfondimento.

 

 

Giovanni 14:11 Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se no, credete a causa di quelle opere stesse.

 

Qui non c’è traccia di Trinità. Anche noi siamo in Cristo e in Dio ma non siamo divini. Vedi l’approfondimento.

 

 

Giovanni 20:17  Gesù le disse: «Non trattenermi, perché non sono ancora salito al Padre; ma va'dai miei fratelli, e di'loro: "Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro"».

 

Questo versetto è la migliore prova dell’inesattezza della dottrina della Trinità e per questo il versetto è stato variamente interpretato negli anni. Noi vogliamo ribadirne il senso pieno e semplice. Gesù ha un Padre e un Dio che è lo stesso nostro, senza alcuna distinzione. Vedi l’approfondimento.

 

 

Atti 7:59-60   E lapidarono Stefano che invocava Gesù e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito».  Poi, messosi in ginocchio, gridò ad alta voce: «Signore, non imputar loro questo peccato». E detto questo si addormentò.

 

Questi versetti a volte si usano per indicare che si possa rivolgere le preghiere a Gesù. Questo non è vero e contraddirebbe l’insegnamento dato da Gesù stesso. In questi versetti Stefano ebbe una visione e sul punto di morte, dialoga con la duplice visione: Gesù da una parte e la Gloria di Dio dall’altra. Sapendo che Gesù è il Signore della chiesa, Stefano chiese a lui di accoglierlo, mentre il perdono dei peccati di quelli che lo stavano lapidando, con molta probabilità, lo chiede a Dio stesso.

 

 

Romani 10:13 Infatti chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato.

 

Quale nome dobbiamo invocare per essere salvati? Vedi l’approfondimento.

 

 

Efesini 1:22-23   22 Ogni cosa egli ha posta sotto i suoi piedi e lo ha dato per capo supremo alla chiesa,  23 che è il corpo di lui, il compimento di colui che porta a compimento ogni cosa in tutti.

 

Questo verso necessità approfondimenti. Il senso generale tuttavia è chiaro. Dio ha affidato a Gesù Cristo la guida della Chiesa che è anche il corpo mistico di Cristo in terra perché rappresentanti dell’opera che Cristo ha compiuto sulla croce. Vedi l’approfondimento.

 

 

Efesini 4:7-8   7 Ma a ciascuno di noi la grazia è stata data secondo la misura del dono di Cristo.  8 Per questo è detto: «Salito in alto, egli ha portato con sé dei prigionieri e ha fatto dei doni agli uomini».

 

C’è un discorso da approfondire sull’uso che il Nuovo Testamento fa dell’Antico Testamento. Vedi l’approfondimento.

 

 

1 Timoteo 5:21 Ti scongiuro, davanti a Dio, a Cristo Gesù e agli angeli eletti, di osservare queste cose senza pregiudizi, e di non fare nulla con parzialità.

 

Paolo scongiura davanti a DIO, a Cristo e agli Angeli eletti. Dove è lo Spirito Santo? Vedi l’approfondimento.

 

 

Ebrei 7:3   È senza padre, senza madre, senza genealogia, senza inizio di giorni né fin di vita, simile quindi al Figlio di Dio. Questo Melchisedec rimane sacerdote in eterno.

 

Questo versetto mal interpretato può generare delle errate conclusioni. Qui sta ponendo a confronto la tribù dei Leviti con il sacerdozio di Melchisedec e la tribù dei Leviti e il sacerdozio di Cristo che era della tribù di Giuda. La tribù dei Leviti era quella scelta da Dio per esercitare il sacerdozio. Cristo al contrario di Melchisedec ha un Padre, Dio, una Madre, Maria e una genealogia che troviamo nei vangeli. Vedi l’approfondimento.

 

 

Apocalisse 1:12-15  12 Io mi voltai per vedere chi mi stava parlando. Come mi fui voltato, vidi sette candelabri d'oro  13 e, in mezzo ai sette candelabri, uno simile a un figlio d'uomo, vestito con una veste lunga fino ai piedi e cinto di una cintura d'oro all'altezza del petto.  14 Il suo capo e i suoi capelli erano bianchi come lana candida, come neve; i suoi occhi erano come fiamma di fuoco;  15 i suoi piedi erano simili a bronzo incandescente, arroventato in una fornace, e la sua voce era come il fragore di grandi acque.

 

Di chi sta parlando in questi versetti? Vedi l’approfondimento.

 

 

Apocalisse 3:14  All'angelo della chiesa di Laodicea scrivi: Queste cose dice l'Amen, il testimone fedele e veritiero, il principio della creazione di Dio

 

Approfondimento sul termine “principio”. Vedi l’approfondimento.

 

 

 

 

Dio ti benedica grandemente nel nostro Signore Gesù Cristo!


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