Risposta: 
Cara sorella Dio ti benedica e grazie per i complimenti che ci hai fatto per il sito. Siamo certi, però, che può essere migliorato moltissimo, ma non ne abbiamo la capacità.
Vengo alla tua domanda. Si parla di questo tipo di peccato nei seguenti versetti:
“In verità vi dico: ai figli degli uomini saranno perdonati tutti i peccati e qualunque bestemmia avranno proferita; ma chiunque avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non ha perdono in eterno, ma è reo di un peccato eterno». Egli parlava così perché dicevano: «Ha uno spirito immondo»” (Marco 3:28).
“Perciò io vi dico: ogni peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini; ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata. A chiunque parli contro il Figlio dell'uomo, sarà perdonato; ma a chiunque parli contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato né in questo mondo né in quello futuro. O fate l'albero buono e buono pure il suo frutto, o fate l'albero cattivo e cattivo pure il suo frutto; perché dal frutto si conosce l'albero” (Matteo 12:31-33).
“E chiunque parlerà contro il Figlio dell'uomo, sarà perdonato; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato” (Luca 12:10).
“Se qualcuno vede suo fratello commettere un peccato che non conduca a morte, preghi, e Dio gli darà la vita: a quelli, cioè, che commettono un peccato che non conduca a morte. Vi è un peccato che conduce a morte; non è per quello che dico di pregare” (1 Gv 5:16).
Tutti questi versetti si spiegano alla luce di due fattori:
(1) il versetto “Dio è Spirito; e quelli che l'adorano, bisogna che l'adorino in spirito e verità” (Gv 4:24).
(2) il contesto stesso dei versetti su citati.
Il verso in Gv 4:24 ci dice che Dio è Spirito. Sappiamo che Dio è onnipresente. Per noi lo Spirito Santo è Dio stesso, la Sua presenza intorno a noi e in noi e quindi anche la Sua potenza e forza. Detto ciò passiamo al contesto dei versetti. Ci si può facilmente rendere conto che il contesto verte su quest’unico fatto: Gesù operava miracoli e i farisei li attribuivano al demonio e non a Dio (o allo Spirito Suo).
Non percepire l’opera di Dio, rinnegandola dopo averne visto i frutti, significa rinnegare Dio stesso e quindi un peccato che non può essere perdonato.
Il parlare male di Gesù, in quanto un uomo glorificato, può essere perdonato, ma il parlar male dello Spirito che animava Gesù e che anima ancora oggi i santi credenti, significa bestemmiare contro Dio stesso e quindi è un peccato che non può essere perdonato.
Alcuni dicono, che tutti i credenti prima di convertirsi hanno peccato contro Dio. Questo è vero! Quanti però, poi, si convertono all’Evangelo significa che avevano peccato non di rinnegamento cosciente dell’amore di Dio. Infatti, la bestemmia contro lo Spirito Santo è quel rinnegamento volontario che coscientemente uno attua pur avendo apprezzato il dolce che scaturisce da una fonte o il frutto dolce di un buon albero.
Negli ambienti evangelici se ne parla molto di questo peccato imperdonabile e molti si chiedono, preoccupandosi, se l’hanno commesso. Pensiamo tuttavia che già il fatto che uno se lo chieda e stia in giusta pena significa che non lo ha commesso. La bestemmia contro lo Spirito Santo e quindi contro Dio è una deliberata attitudine ostile di rinnegamento dell’opera di Dio nelle persone o nelle circostanze. In altri termini crediamo che un cristiano non possa commettere il peccato imperdonabile in modo involontario o incosciente come commetterebbe tutti gli altri peccati.
Riportiamo anche le considerazione fatte da un altro studioso che ci sembrano buone.
“Ogni sorta di peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo spirito non sarà perdonata” (Mt 12:31, TNM; cfr. Mr 3:28,29; Lc 12:10). Per comprendere appieno il senso del peccato imperdonabile di “bestemmia contro lo spirito”, bisogna analizzare la situazione in cui ciò è detto, perché la Bibbia s’interpreta con la Bibbia. La dichiarazione di Yeshùa in Mt 12:31 è preceduta da questa frase all’inizio del versetto: “Perciò [Διὰ τοῦτο (Dià tùto); “per questo”] io vi dico”, quindi la successiva affermazione circa imperdonabilità della bestemmia contro lo spirito giunge in seguito a qualcosa, cui Yeshùa si riverisce dicendo “per questo”. Le circostanze erano state le seguenti:
“Portarono a Gesù un uomo che era cieco e muto, perché uno spirito maligno era dentro di lui. Gesù lo guarì; quello si mise a parlare e incominciò a vedere. Le folle erano piene di meraviglia . . . Ma i farisei, quando ne furono informati, dissero: 'È soltanto con l'aiuto di Beelzebùl, il capo dei demòni, che egli ha il potere di scacciare i demòni'. Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: 'Se . . . Satana scaccia Satana ed è in lotta contro se stesso, come potrà durare il suo regno? . . . Perciò vi dico: tutti i peccati e tutte le bestemmie degli uomini potranno essere perdonati, ma chi avrà detto una bestemmia contro lo Spirito Santo non potrà essere perdonato. Se uno avrà detto una parola contro il Figlio dell'uomo potrà essere perdonato; ma chi avrà detto una parola contro lo Spirito Santo non sarà perdonato, né ora né mai’”. - Mt 12:22-32, PdS.
“Perciò vi dico”, si riferisce quindi al fatto che quei farisei non si erano limitati a non credete a Yeshùa ma si rifiutarono di credere all’azione dello spirito santo di Dio. Potevano essere perdonati per aver respinto Yeshùa ma non per aver bestemmiato negando l’operato dello spirito di Dio. Lo spirito santo, la forza attiva di Dio, emana da Dio stesso, è intimamente collegata alla persona stessa di Dio, per cui bestemmiare contro il suo spirito è come bestemmiare Dio. Ciò è imperdonabile. Fu questo episodio che indusse Yeshùa a menzionare il peccato imperdonabile contro lo spirito ovvero l’opporsi sprezzantemente all’azione dello spirito di Dio. Tale opposizione è volontaria e meditata.
“Ciò che esce dalla bocca viene dal cuore, ed è quello che contamina l'uomo. Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni” (Mt 15:18,19; cfr. Mr 7:21,22). Il cuore biblico è la mente, sede dei pensieri, quindi il fatto che la bestemmia sorga dal cuore/mente indica la sua intenzionalità. I farisei avevano visto con i loro occhi l’azione dello spirito di Dio, eppure attribuirono questo santo potere, che Dio aveva dato a Yeshùa, a Beelzebub, satana. Così bestemmiarono lo spirito santo di Dio. Attribuendo intenzionalmente l’operato di Yeshùa al potere demoniaco anziché all’azione dello spirito santo di Dio, stabilirono il primato dei demòni, legittimandolo.
Noi pure, se alla fine falliamo, cadendo nella pratica del peccato, diamo ai demòni pieno riconoscimento. “Se noi volontariamente continuiamo a peccare anche dopo che abbiamo imparato a conoscere la verità, allora non c'è più nessun sacrificio che possa togliere i peccati. In questo caso resta soltanto la terribile attesa del giudizio di Dio”. - Eb 10:26,27, PdS.
“Quelli che sono caduti di nuovo nel male, non possono più cambiare vita ed essere rinnovati ancora una volta. Già una volta hanno avuto la luce di Dio, hanno provato il dono celeste, hanno ricevuto lo Spirito Santo, hanno gustato la buona parola di Dio e le meraviglie del mondo futuro. Eppure, per quanto sta in loro, essi crocifiggono nuovamente il Figlio di Dio e lo mettono di fronte agli insulti di tutti. Perciò non possono cambiar vita ancora una volta”. - Eb 6:4-6, PdS.
“La persona che agisce con proposito deliberato, sia nativo del paese o straniero, oltraggia il Signore; quella persona sarà eliminata dal mezzo del suo popolo” (Nm 15:30). Solo Dio, che legge nei cuori, sa se una persona ha commesso il peccato imperdonabile. Non spetta agli altri giudicare. Per quanto riguarda se stessi, se un credente si pone il problema preoccupandosi con afflizione, il fatto stesso che la sua coscienza lo renda inquieto, mostra che non è giunto al peccato imperdonabile, perché questo non causa sofferenza interiore: è volontario, deliberato, non suscita pentimento. (Dott. Gianni Montefameglio)
Cara sorella speriamo di essere stati esaurienti nelle nostre risposte. Dio ti benedica in Cristo Gesù nostro Signore!
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