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In questa sezione del nostro sito potrai ricevere aiuto morale e spirituale per ogni tipo di problema che può affliggere, nella società moderna, l'individuo. In questa pagina puoi fare domande di qualunque tipo, per chiedere guida e consiglio. La risposta sara pubblicata, in questa pagina, insieme alla tua domanda sempre se tu darai il permesso, altrimenti la risposta ti sarà data personalmente via email.

Domande poste fino ad oggi:

  Non riusciamo ad amare Dio come si conviene!

  La persona morta riesce a rendersene conto?

  Che significa camminare per lo Spirito?

  Quante volte si parlano le "altre lingue"?

  Come avere certezze sui versi poco chiari?

  Cosa è la bestemmia contro lo Spirito Santo?

  Chi è l'Emmanuele di Isaia 7:14?


Una cara sorella ci scrive:

Noi sappiamo che l'unica cosa importante e vera della vita è amare solo il nostro unico Dio con tutto il cuore, con tutta la mente, e con tutta l'anima...allora perchè ci risulta a volte cosi difficile? Riusciamo ad amare un amico o un parente alla follia ma non riusciamo ad amare Dio che ci ha creato e che ci amato per primo come dovremmo! Io e mio marito vorremmo chiedere a Dio di darci questo amore immenso per lui ma sembra sia difficile. Come possiamo fare per iniziare davvero ad amarlo come LUI ci chiede per piacergli davvero?

 

Risposta:

La domanda che tu ci fai cara sorella è forse la domanda più importante in senso assoluto, perché se riusciamo ad amare Dio come Lui vuole abbiamo la vita eterna e la certezza di vedere la Sua Gloria. Infatti, Gesù disse un giorno che per ricevere la vita eterna bisogna fare due cose cui tu, giustamente, hai fatto riferimento:

Luca 10:25-28 Ed ecco, un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova, e gli disse: «Maestro, che devo fare per ereditar la vita eterna?» Gesù gli disse: «Nella legge che cosa sta scritto? Come leggi?» Egli rispose: «Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua, con tutta la forza tua, con tutta la mente tua, e il tuo prossimo come te stesso». Gesù gli disse: «Hai risposto esattamente; fa' questo, e vivrai».



Ti invito a notare che il versetto usa un imperativo “ama”, a intendere che è una cosa che dobbiamo fare noi. Da quello che ci pare di capire dalla Parola di Dio è che amare Dio spetta a noi con ogni cura e ogni esercizio. Non è un qualcosa che accade per miracolo e in un istante, ma consiste in una cura quotidiana. Ogni giorno dobbiamo fare tutte quelle piccole scelte che ci avvicinino a Dio e alla comunione con Lui, anziché allontanarcene.

Dobbiamo respingere ogni tentazione e ogni forma di peccato e cercare di piacere a Dio. Il sangue di Cristo è ancora oggi potente da farci trovare grazia al cospetto del Padre Eterno il quale, se ci affidiamo a Lui, saprà guidarci e potenziarci per il cammino che dobbiamo fare. Dobbiamo essere il tempio di Dio. Nei templi antichi non poteva esserci qualcosa di estraneo ma tutto doveva essere consacrato al dio cui era dedicato il tempio; nel nostro caso ogni cosa della nostra vita deve essere consacrato al nostro Padre celeste, l’unico e vero Dio. C’è un cantico che nel coro fa:

“Il tempio di Dio voglio essere anch’io,
Sentirmi ripieno di Te
Morire davver al mondo che
Lontano mi porta da Te”

Dio ha sparso il suo amore nei cuori dei credenti: Romani 5:5 infatti dice “l'amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato”. Il segreto è essere sempre ricolmi di Spirito Santo. Nella misura in cui lo Spirito Santo prende spazio in noi, nella stessa misura ci innamoriamo di Lui e cioè di Dio.

La difficoltà che tu e tuo marito, come moltissimi di noi, state affrontando sta nel fatto che l’amore per Dio nasce in noi quando cominciamo a fare ogni cosa che piaccia a Lui. Per fare un esempio terreno, quando cerchi di fare tutto quello che fa piacere al tuo partner accade che impari a conoscerlo di più e ad amarlo di più. Così funziona anche con Dio. Impegnandoci a fare tutto quello che è secondo i desideri di Dio impareremo a conoscerlo sempre di più. Se conosci di più Dio non puoi non innamorarti di Lui in modo sempre più completo. Spetta ai credenti fare tutti quei piccoli passi quotidiani che piacciono a Dio. La domanda che ci si dovrebbe porre ogni volta non è “questa cosa che sto per fare è sbagliata, va contro la volontà di Dio?” ma quest’altra “Cosa piace al Padre mio che io faccia in questo momento?”

Cara sorella, spero la nostra risposta possa essere davvero di grande aiuto per te e tuo marito ma anche per ogni amico che visiterà il nostro sito.

Pregheremo di certo per la tua famiglia e ti ringraziamo per averci contattato. Dio ti benedica grandemente!

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Una amica ci scrive:

Ciao..ho saputo di questo sito e ho deciso di farvi una domanda che non so se saprete rispondermi ma spero di si, so che quando una persona muore...e non si rende conto che è morta la sua anima va in cielo e quindi volevo sapere: la sua anima che sta in cielo riesce a capire che è morto? cioè in qualche modo la persona morta riesce a rendersene conto? non so se la domanda è chiara ma comunque grazie lo stesso :)

 

Risposta:

Cara amica siamo felici che tu abbia trovato il tempo per visitare il nostro sito web e siamo certi che Dio è pronto a benedire la tua preziosa vita.

Per primo desideriamo dirti quale dovrebbe essere la priorità nella vita di ogni individuo. Dio vuole che tutti siano salvati, infatti, Egli ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito figlio perché chi crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3:16). Cristo Gesù ha versato il suo sangue sulla croce perché per fede lo stesso sangue, ancora oggi, é potente da cancellare ogni tuo peccato. In Cristo non solo abbiamo il privilegio di divenire figli di Dio ma anche di avere la vita eterna che non abbia mai più fine e poi tanta pace e gioia qui in questo nostro percorso terreno. La nostra preghiera, quindi, è che anche tu possa ricevere la salvezza in Cristo e avere libero accesso al cuore di Dio nostro Padre amorevole.

Veniamo ora alla tua richiesta. Quella che tu poni non è certamente una domanda facile da risolvere. Proveremo a far luce su alcuni punti, convinti del fatto che probabilmente rimarranno in te delle “zone di ombra” da chiarire ulteriormente e quindi, in tal caso, t’invitiamo, fin da subito, a porci altre domande ancora più specifiche.

La Bibbia non specifica molto sulla condizione transitoria delle anime di quanti muoiono. Alcune cose le sappiamo per certo. Tutti risusciteranno: quelli che sono morti nella fede vera nell’opera di espiazione di Cristo, alla prima risurrezione che avverrà al ritorno di Gesù con potenza; quelli che invece sono morti non “in Cristo”, alla seconda resurrezione per essere giudicati eternamente:

“Beato e santo è colui che partecipa alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la morte seconda, ma saranno sacerdoti di Dio e di Cristo e regneranno con lui quei mille anni”(Apocalisse 20:6).

Il nostro futuro non è quello di rimanere, dopo la morte del corpo terreno, per sempre anime invisibili che vivono sulle nuvolette (come si vede in alcune pubblicità o film), ma tutte le anime saranno risuscitate e riceveranno un corpo incorruttibile e spirituale o celeste. T’invito a leggere i seguenti versetti:

Infatti, se crediamo che Gesù morì e risuscitò, crediamo pure che Dio, per mezzo di Gesù, ricondurrà con lui quelli che si sono addormentati. Poiché vi diciamo questo fondandoci sulla parola del Signore: che noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati; perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d'arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre con il Signore. (1Tessalonicesi 4:14-17).
Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo trasformati, in un momento, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati. Infatti, bisogna che questo corruttibile rivesta incorruttibilità e che questo mortale rivesta immortalità (1 Corinzi 15:51-53).

Noi essere umani siamo abituati a contare le ore, i giorni e gli anni, perché viviamo in una condizione in cui il tempo esiste e scorre inesorabile. Il tempo stesso cesserà di esistere quando entreremo nella nuova condizione in cui ci sarà l’eternità. Il termine eternità esclude il concetto del tempo che scorre. T’invito a leggere questi versetti:

“Ma voi, carissimi, non dimenticate quest'unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno” (2 Pietro 3:8).
“Preghiera di Mosè, uomo di Dio. Signore, tu sei stato per noi un rifugio d'età in età. Prima che i monti fossero nati e che tu avessi formato la terra e l'universo, anzi, da eternità in eternità, tu sei Dio. Tu fai ritornare i mortali in polvere, dicendo: «Ritornate, figli degli uomini». Perché mille anni sono ai tuoi occhi come il giorno di ieri ch'è passato, come un turno di guardia di notte. Tu li porti via come in una piena; sono come un sogno. Son come l'erba che verdeggia la mattina; la mattina essa fiorisce e verdeggia, la sera è falciata e inaridisce” (Salmo 90:1-6)

In questi versetti c’è una grande verità da comprendere: dal punto di vista di Dio e dell’eternità al momento della morte l’anima passa un istante e poi risuscita, mentre dal punto di vista umano e del tempo che scorre in ore giorni e anni, dal momento in cui quella persona è morta al momento in cui la sua anima sarà risuscitata con un corpo incorruttibile, potrebbero passare moltissimi anni. La Bibbia usa il termine “dormire” a intendere che l’anima del defunto non si rende conto del passaggio perché viene risvegliata all’atto della risurrezione.

Di certo la Bibbia ci insegna che i credenti incontreranno, tutti insieme, Gesù il Signore e la Gloria di Dio proprio nel giorno, stabilito da Dio, in cui Gesù farà ritorno sulla terra per sconfiggere le nazioni pagane, per celebrare le nozze dell’Agnello e per regnare 1000 anni sulla terra prima del giudizio universale in cui avverrà anche la risurrezione di quelli che non sono morti “in Cristo” per ricevere la condanna definitiva. Leggi questo versetto:

Ora, fratelli, circa la venuta del Signore nostro Gesù Cristo e il nostro incontro con lui, vi preghiamo di non lasciarvi così presto sconvolgere la mente, né turbare sia da pretese ispirazioni, sia da discorsi, sia da qualche lettera data come nostra, come se il giorno del Signore fosse già presente. Nessuno vi inganni in alcun modo; poiché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l'apostasia e non sia stato manifestato l'uomo del peccato, il figlio della perdizione, l'avversario, colui che s'innalza sopra tutto ciò che è chiamato Dio od oggetto di culto; fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio, mostrando sé stesso e proclamandosi Dio (2 Tessalonicesi 2:1-4).

Cara amica speriamo, con tutto il cuore, che queste poche note possano portare gioia in te e nella tua famiglia. Ti invitiamo a porre ogni domanda dinnanzi al cospetto di Dio perché siamo certi che Lui risponde sempre alle richieste fatte con sincerità di cuore e nel nome di Gesù Cristo.

Dio ti ama ed è vicino a te, vuole far parte della tua vita, dimorare in te e servirsi di te per portare gioia e pace a molte altre anime. Dio ti benedica

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Un amico ci scrive:

Salve vi scrivo per avere chiarimenti riguardo il camminare secondo lo Spirito Santo. Purtroppo mi rendo conto che nonostante mi sia convertito dal cattolicesimo all'evangelo ormai da anni e ormai mi sono smarrito dietro la mia incostanza, e i miei dubbi, non sono mai riuscito a capire il punto che vi ho esposto nel senso se mi sforzo di non peccare, di leggere la bibbia, di pregare, uso il termine sforzarzi perché la mia natura incostante e depressa, non mi lascia altra scelta, beh! qualcuno mi può accusare di volermi salvare da solo. Di contro se resto in attesa dell'azione dello Spirito, allora giungo alla conclusione che per me non c'é speranza, visto che non cambia niente e mi sento sempre più confuso. Grazie per la possibilità offertami.

 

Risposta:

Caro amico, la Pace del Signore sia su te e la tua famiglia!

La verità biblica è che quando crediamo in Gesù Cristo come nostro Salvatore, riceviamo dal Dio del nostro Signore Gesù il sigillo dello Spirito Santo:

In lui voi pure, dopo aver ascoltato la parola della verità, il vangelo della vostra salvezza, e avendo creduto in lui, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è pegno della nostra eredità fino alla piena redenzione di quelli che Dio si è acquistati a lode della sua gloria.” (Ef 1:13-14).

Quindi se tu hai ricevuto la salvezza, in quanto perdonato dai peccati, devi aver ricevuto lo Spirito di Dio che è uno. Non è possibile che un credente riceva una piccola parte dello Spirito perché Dio fa le cose perfette. Noi alla nuova nascita riceviamo il dono o la promessa di Dio che è appunto il seme divino in noi cioè lo Spirito Suo.

In che misura possiamo servire Dio e ubbidire alla Sua volontà? Non è ricevendo altro Spirito o aspettando che quello che abbiamo già ricevuto faccia qualcosa, ma è capire bene cosa impedisca al credente di camminare nei sentieri in cui Gesù stesso camminò. Ci sono degli ostacoli dentro di noi che impediscono o meglio contristano lo Spirito Santo. Vedi caro amico, in te c’è la stessa identica potenza dello Spirito Santo di Dio che ha risuscitato Gesù dai morti, la stessa potenza che ha risuscitato Lazzaro dai morti, la stessa potenza che ha guarito il paralitico davanti alla porta del tempio e infine la stessa identica potenza che Dio ha impiegato quando disse “Sia luce!”. Ricevere lo Spirito di Dio significa ricevere già tutto. Non c’è altro che dobbiamo ricevere. Paolo stesso disse: “Siate ricolmi di Spirito” (Ef 5:18).

Amico, in te c’è lo spirito Santo e devi sapere che nella misura in cui tu togli gli ostacoli che impediscono la tua consacrazione, nella stessa misura lo Spirito Santo si manifesterà in te e attraverso di te per santificarti ma anche per compiere le opere potenti che Dio ha preparate per te, le stesse che facevano Gesù e gli altri primi discepoli.

Ti interessa tutto ciò? Allora devi mettere da parte gli sforzi umani e parlare sinceramente con Dio. Se non riesci a sentire la sua voce e la sua presenza significa che ti serve aiuto più specifico e per questo puoi farci visita, siamo a tua disposizione. Ma se senti la presenza di Dio allora puoi aprirti con lui, senza cercare giustificazioni e chiedigli di darti la saggezza per togliere tutto quello che contrista il Suo Spirito in te. Potrebbe essere: una passione particolare che non vuoi mollare, qualche complesso personale, qualche schiavitù, qualche piacere della tua carne oppure devi deciderti di dare maggiore disponibilità a Dio.

Devi solo lasciare spazio allo Spirito che è in te e che vuole agire!

Se hai altre domande o commenti a quanto ti abbiamo scritto, non esitare a contattarci ogni volta che vorrai.

Rimaniamo a tua disposizione per qualunque altro intervento.

Preghiamo perché Dio possa riempirti di ogni consolazione, Lui che è il Dio di ogni consolazione.

Ti salutiamo in Cristo!

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Un amica ci scrive:

Intanto pace a voi. La mia domanda è: perche' alcuni battezzati con il Santo Spirito ogni volta che pregano, lo fanno sempre in lingue, e altri solo poche volte, o magari, hanno pregato in lingue solo quando hanno ricevuto il battesimo con lo Sprito Santo, la prima volta e poi non piu'? GRAZIE PER EVENTUALE RISPOSTA .

 

Risposta:

Pace cara sorella,

il Dio di ogni consolazione ti benedica sempre più nel nome e per l’opera di Gesù.

Sinceramente la domanda che tu poni richiederebbe  una trattazione davvero ampia. Cercherò con l’aiuto dello Spirito di Dio di soddisfare la tua richiesta con poche parole.


Noi crediamo fermamente che tra i moltissimi carismi o manifestazioni dello Spirito di Dio in noi ci siano anche le “altre lingue” e poi anche l’”interpretazione delle lingue”.  Non crediamo affatto però alla confusione dottrinale e all’errata pratica che si fa oggi nelle chiese in merito a questo carisma.


Andiamo alla Bibbia e vediamo cosa lo Spirito di Dio ci dice.


Paolo sa che alcuni non parlano in “altre lingue” (e non le hanno mai parlate) ma allo stesso tempo, forse, fanno dei miracoli, sono dei profeti, apostoli o dottori o interpretano le lingue. Non tutti parlano le “altre lingue” perché è Dio che decide come manifestarsi attraverso i credenti riuniti per il culto.

Sono forse tutti apostoli? Sono forse tutti profeti? Sono forse tutti dottori? Fanno tutti dei miracoli?  Tutti hanno forse i doni di guarigioni? Parlano tutti in altre lingue? Interpretano tutti?” (1 Co 12:29-30).


Non tutti, durante il culto, possono pregare in altre lingue e addirittura se non c’è chi interpreta bisogna che tacciano. Paolo dichiara che le altre lingue sono di edificazione per la Chiesa se chi ascolta capisce ciò che quel fratello sta dicendo. Quindi serve l’interpretazione.

 “Se c'è chi parla in altra lingua, siano due o tre al massimo a farlo, e l'uno dopo l'altro, e qualcuno interpreti.  Se non vi è chi interpreti, tacciano nell'assemblea e parlino a sé stessi e a Dio.” (1 Co 14:27-28).


Non è possibile che qualcuno parli una volta sola in lingue come non è possibile parlare in chiesa sempre in lingue perché si creerebbe confusione:

Io ringrazio Dio che parlo in altre lingue più di tutti voi;  ma nella chiesa preferisco dire cinque parole intelligibili per istruire anche gli altri, che dirne diecimila in altra lingua.” (1Co 14:18-19).


Che tipo di lingue parlavano nella prima chiesa? Di certo in Atti troviamo che parlavano le lingue degli uomini. I 120 in At 2 parlavano ciascuno come lo Spirito di Dio dava loro, però sempre usando lingue umane che loro stessi non conoscevano. Questo è l’unica testimonianza certa sul tipo di “altre lingue” parlate in Atti.


Quando però mi fanno la domanda ma è possibile che le “altre lingue” siano anche le lingue degli angeli?  La risposta è sì, in virtù dell’unico versetto che troviamo in 1 Co 13:1 “Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi amore, sarei un rame risonante o uno squillante cembalo.”. Credo, tuttavia, che questa dovrebbe piuttosto essere un’eccezione, visto il precedente biblico di Atti. Ciò vale a dire che se in chiesa, durante il culto, 10 fratelli parlano in “altre lingue”, 9 di loro parleranno ciascuno una lingua diversa ma sempre umana, mentre uno di loro potrebbe parlare  una lingua angelica.


Inoltre anche chi parla la lingua angelica deve manifestare i tratti di una linguaggio strutturato. Parlare una lingua, sia umana sia angelica, prevede sempre l’uso di una grammatica, di una sintassi, di una cadenza, di un lessico ect.. Se senti qualcuno che ripete sempre le stesse monosillabi puoi stare certa che è, nella migliore delle ipotesi, frutto della sua autosuggestione, o nella peggiore delle ipotesi, opera del demonio.


Chi parla in “altre lingue” in realtà sta elevando una preghiera a Dio:

Perché chi parla in altra lingua non parla agli uomini, ma a Dio; poiché nessuno lo capisce, ma in spirito dice cose misteriose. (1 Co14:2)

 “Altrimenti, se tu benedici Dio soltanto con lo spirito, colui che occupa il posto come semplice uditore come potrà dire: «Amen!» alla tua preghiera di ringraziamento, visto che non sa quello che tu dici?” (1 Co14:16).


Assolutamente non è biblico l’uso che si fa di questo carisma nelle chiese. Il parlare in lingue non è un messaggio che Dio dà alla Chiesa del tipo: “Io YHWH vi dico...”; no davvero. Ogni volta che un fratello parla in “altre lingue” in realtà sta elevando una preghiera a Dio, indirizzata a Dio, e quindi l’interpretazione conseguente dovrà, a sua volta, essere necessariamente una preghiera indirizzata a Dio e non un messaggio alla chiesa. Il parlare in altre lingue non è mai definito da Paolo come un “messaggio in lingue”. Paolo parla solo di una bella preghiera di ringraziamento a Dio: “li udiamo parlare delle grandi cose di Dio nelle nostre lingue».” (At 2:11).


Chi parla in altre lingue è il primo che deve interpretare:

 “Perciò, chi parla in altra lingua preghi di poter interpretare;” (1 Co 14:13).


Paolo dice che chi prega in “altre lingue” usa il suo spirito ma non la mente. Lui vuole che invece il credente usi entrambe le cose e quindi ordina che chi prega in “altre lingue” interpreti pure quello che ha appena detto in lingue, così da usare anche la mente. Se questo non è possibile allora deve pregare che qualcun’altro in assemblea interpreti il suo parlato in “altre lingue”.


Ci sono altre cose molto importanti che nelle chiese pentecostali purtroppo non dicono e che ti sintetizzo qui di seguito e che se vuoi possiamo approfondire.


Con la salvezza, Dio ci ha dato la promessa che aveva fatto e cioè il Suo Spirito. Gesù stesso disse “Se voi, dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!»” (Lu11:13) e qui stava parlando della salvezza e quindi della vita eterna. Se sei nata di nuovo tu hai ricevuto tutto quello che avresti dovuto ricevere: lo Spirito di Dio. In te c’è Dio stesso e quindi anche tutta la potenza, anzi la stessa potenza che ha risuscitato Lazzaro e Gesù dai morti; la stessa potenza che ha diviso il mare, la stessa potenza che ha creato i mondi. La Parola “doni” in 1 Co 12:1 e 1 Co 14:1 non c’è nell’originale (questo se vuoi lo possiamo approfondire in seguito...) perché l’unico dono che avremmo dovuto ricevere è lo Spirito di Dio in noi. Ora che tutti i credenti l’hanno ricevuto devono impegnarsi affinché i peccati e gli ostacoli dentro di loro vengano eliminati in modo che lo Spirito di Dio in loro non sia contristato e possa manifestarsi liberamente: “Ora a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per il bene comune.” (1 Co 12:7).


Moltissimi credenti stanno nel banco disperandosi in attesa che Dio gli dia il “dono” delle lingue. Attendono anni e non ricevono nulla. Nelle chiese pentecostali viene insegnano che chi non parla in “altra lingua” non è ripieno di Spirito e quindi non è un fratello “degno” al 100% di ricoprire delle responsabilità spirituali all’interno della comunità. Questa per noi è una dottrina antiscritturale.  Questi fratelli per tutta la loro vita rimarranno delusi e non faranno mai niente per Dio. Invece dovrebbero sapere che Dio non ha in serbo altri “doni” se non il dono per eccellenza che è il Suo Spirito. Non possiamo trascurare questo dono in attesa che Dio ci dia qualcos’altro che non verrà mai perché i carismi sono manifestazioni della grazia di Dio in noi, che già è in noi, e i carismi vengono esercitati dallo Spirito di Dio, che è in noi, secondo la Sua volontà e non secondo la volontà del credente.

 

Cara sorella le “Altre Lingue”, dice Paolo, è il carisma minore a intendere che ce ne sono altri che edificano più rapidamente e di più la chiesa. La via per eccellenza è l’amore.


Anziché chiedere a Dio dammi il dono di guarigione, dammi le lingue, dammi profezia, dammi questo e quest’altro, dovremmo dire: “Padre mio io amo i fratelli e vorrei edificarli, ti prego serviti di me come tu vuoi durante il culto perché io sia di benedizione per tutti i fratelli. Fammi fare quello che tu vuoi, manifestati in me e attraverso di me per il bene comune!”. Allora vedremo frutti meravigliosi nelle nostre chiese, frutti permanenti.

 

Nella speranza di esserti stato utile ti saluto nel nome di Gesù Cristo e per l’amore di Dio il Creatore nostro!

 



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Un amica ci scrive:

Ciao a tutti sono Alessandra, vi scrivo dopo essermi imbattuta nel vostro sito, per caso, nella mia ricerca sulla differenza tra binitari, trinitari, anti-trinitari. Innanzitutto vorrei dire che non è facile dopo 2000 anni essere cristiani e trovare la verita'. Se fossi vissuta al tempo di cristo certe domande le avrei poste direttamente a lui e sono certa che mi avrebbe risposto ma così non è stato. Ho sempre creduto in Dio e in Gesu' ma mi chiedo e vi chiedo a 2000 e piu' anni di distanza (contando anche per il vecchio testamento) in tutta sincerita' fino a che punto possiamo dire di saper interpretare la bibbia? Qual e' la vera interpretazione da dare ai vari passi dubbi della scrittura? Insomma quale e' la verita' perche scusate la franchezza ma tutte le varie correnti cristiane sembra che abbiate ragione e tutti, dico tutti portate a sostegno delle vostre tesi la bibbia e nonostante io abbia chiesto a Dio, perche' ci credo quale sia la vera verita' non ho ottenuto risposta, inoltre ritengo che non considerare Gesu' alla pari con Dio sia un atto di tradimento o se preferite di rinnegamento bello e buono nei confronti di Gesu' stesso e nonostante tutti i peccati che io possa avere a lui ci tengo e tanto grazie per avermi ascoltata e un saluto da ale. p.s. ho gia' letto nel sito Chi e' Gesu'e penso che la trinita' o meglio l'unicita' di Dio potrebbe essere anche intesa come unita' composita e non semplice questo spiegherebbe tante cose

 

Risposta:

Cara sorella Alessandra il desiderio di cercare la verità è di per se già un ottimo segnale che si è vivi e si desidera onorare Dio. Dio onora coloro che lo onorano!

Cerco di risponderti, sperando di soddisfarti pienamente. Ci sono tantissime religioni o confessioni di fede cristiane, sorte spontaneamente in questi 2000 anni di storia. Perchè così tante e diverse tra loro?

Nella Bibbia ci sono verità bibliche che emergono con forza perchè dichiaratamente espresse da versetti chiari e certi. Una verità biblica incontrovertibile è che siamo salvati per grazia e che attraverso il sangue di Gesù sparso 2000 anni fa Dio oggi ha la potenza di cancellare ogni nostro peccato. Tutti quelli che si rivolgono a Dio nel nome di Gesù ricevono il perdono dei peccati. Paolo un giorno sintetizzò in che modo possiamo essere salvati:

Se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato” (Romani 10:9).

Ci sono però molti altri versetti non chiari che andrebbero interpretati alla luce di quelli che invece essendo chiari affermano verità bibliche incontrovertibili. Se una confessione di fede fonda però dottrine stringenti su quei versi di cui esistono varie interpretazioni, di fatto sta facendo un errore e innalzando un muro di separazione con le altre confessioni di fede.

Ogni confessione di fede ha il suo ‘credo’ e sono proprio i ‘credi’ umani che stabiliscono le divisioni tra credenti. Noi, però, pensiamo che debba esserci un elemento unificatore. Cristo non è morto per le chiese ma per edificare la “Sua Chiesa” che è una. Quindi deve esserci per forza un unico elemento distintivo che identifichi un gruppo di persone come dei cristiani. Noi pensiamo fermamente che ce ne sia uno solo ed è il seguente:

Crediamo che Gesù è l'Agnello di Dio provveduto per il peccato del genere umano. Il sangue da lui versato sulla croce ci perdona ogni peccato passato e presente. Gesù è l'unica via che porta a Dio. Chi non accetta il sacrificio di Cristo non ha pace e comunione con Dio e quindi non ha la vita eterna. Tutti quelli che accettano Gesù come il Cristo, come unico 'redentore', e si santificano consacrandosi a Dio, proprio come fece Gesù sulla terra, godranno eternamente nei “nuovi cieli e nuova terra”. Crediamo che nel momento in cui una persona accetta il perdono che Dio, tanto amorevolmente, gli ha provveduto in Cristo, riceve lo Spirito Santo che lo condurrà in sentieri di giustizia attraverso un processo di piena consacrazione. Senza la guida dello Spirito Santo non possiamo fare nulla che piaccia allo Spirito di Dio e quindi a Dio. Ogni cristiano è tenuto a condurre una vita assolutamente SANTA, perchè senza la santificazione nessuno vedrà il Signore.”

 

La certezza assoluta circa la bontà di una interpretazione dei versetti poco chiari non c’è la può avere nessuno. Per questo si chiamano versetti poco chiari. Nessuno può chiarirli se non il giorno che saremo glorificati con Gesù.

Però va detto che quanto ci è giunto chiaramente deve servire ed essere sufficiente per la nostra salvezza e santificazione.

 

Sarebbe grave se tu rinnegassi il Cristo. Paolo dice che Gesù è l’uomo che Dio ha scelto per adempiere l’opera che solo lui, in quanto secondo Adamo, poteva fare! Gesù è l’unica via che porta al Padre, e quelli che vogliono essere salvati devono credere con tutto il cuore che Gesù è quel Cristo che è stato fin da sempre promesso. Il Cristo è giunto al mondo e molti non lo hanno riconosciuto come tale. Chi invece crede che Gesù il Nazareno sia veramente l’agnello di Dio e confessa i proprio peccati a Dio nel nome di Gesù viene salvato. La fede in Cristo per ogni credente è preziosissima e fondamentale! Nessuno deve rinnegare l’opera che il Cristo ha compiuto sulla croce!

Infatti, poiché per mezzo di un uomo è venuta la morte, così anche per mezzo di un uomo è venuta la risurrezione dei morti. Poiché, come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saranno tutti vivificati” (1 Co 15:21-22)

Uomini d'Israele, ascoltate queste parole! Gesù il Nazareno, uomo che Dio ha accreditato fra di voi mediante opere potenti, prodigi e segni che Dio fece per mezzo di lui, tra di voi, come voi stessi ben sapete,  quest'uomo, quando vi fu dato nelle mani per il determinato consiglio e la prescienza di Dio, voi, per mano di iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste;  ma Dio lo risuscitò, avendolo sciolto dagli angosciosi legami della morte, perché non era possibile che egli fosse da essa trattenuto”.( Atti 2:22-24)

Dio dunque, passando sopra i tempi dell'ignoranza, ora comanda agli uomini che tutti, in ogni luogo, si ravvedano, perché ha fissato un giorno, nel quale giudicherà il mondo con giustizia per mezzo dell'uomo ch'egli ha stabilito, e ne ha dato sicura prova a tutti, risuscitandolo dai morti”. (Atti 17:30-31)

 

Tutto questo però non ha niente a che fare con l’idea che Gesù sia Dio. Questo davvero non lo trovi esplicitamente scritto nella Bibbia. Rinnegare Gesù non significa non considerarlo al pari di Dio, ma non credere che Gesù sia il Cristo promesso, e cioè il Messia, il figlio di Dio. Giovanni spiega così il motivo per cui ha voluto scrivere il suo Vangelo:

Or Gesù fece in presenza dei discepoli molti altri segni miracolosi, che non sono scritti in questo libro; ma questi sono stati scritti, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e, affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome.” (Gv 20:30-31).

Lo scopo di Giovanni non era quello di far credere che Gesù fosse Dio ma di far credere che Gesù era il Cristo. Noti la differenza ?

 

Alessandra per quanto riguarda le domande sulla trinità (semplice, composita ect..) ti consiglio di seguire il discorso che trovi nella pagina dedicata leggendo di volta in volta i documenti che ti vengono proposti.

Nella sezione del sito http://www.chiesadifrosinone.it/Trinità.html oltre al faccione di mia moglie che spiega alcune cose nel video che ti appare in alto, c’è una dettagliata descrizione della metodologia usata nell’affrontare lo studio circa la Trinità. Potresti guardarla nel dettaglio.

Prima di porsi qualsiasi domanda esegetica sui versetti che vengono interpretati a favore della divinità di Cristo, consiglio sempre di leggere con attenzione e per esteso i documenti che trovi all’inizio di questa pagina web e sono:

 

I Vangeli parlano di Salvezza?

La_Parola_come_fondamento.pdf.

Alcune_Domande.pdf.

Chi è Gesù.pdf.

 

In questi documenti si palesa potentemente l’idea di un Gesù uomo e dell’impossibilità che esistano tre persone, almeno così come viene inteso nella dottrina della Trinità.

Solo dopo è proficuo passare alla fase successiva che trovi sempre nella pagina e che porta il nome di Piano Generale degli Argomenti.

Il principio di base che ci guida è il seguente: da una parte c’è tanto materiale che ci conferma la prospettiva di Gesù uomo, come puoi vedere studiando i 4 file che ti ho segnalato sopra. Questo materiale è certo e incontrovertibile; dall’altra abbiamo alcuni versetti che vanno interpretati e rivisti. Ora laddove su di un certo versetto è possibile una traduzione diversa e ciò, quindi a ragione, crea dialettica, polemica e controversie, secondo noi è buono non fondarci alcuna dottrina sopra.

 

Spero che questo possa essere l’inizio di un dialogo gentile e cortese tra persone che amano Dio e Gesù e vogliono giungere alla verità. Un giorno Gesù disse:

Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo.” (Gv 17:3)

Per conoscere dobbiamo studiare con criterio e senza usare troppa filosofia di questo mondo. La scrittura è la rivelazione di Dio agli uomini e quindi deve essere comprensibile altrimenti che rivelazione sarebbe?

 

Cara sorella Alessandra Dio ti benedica in Cristo Gesù nostro Signore!

 



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Un amica ci scrive:

Pace a voi, leggo volentieri il vostro sito , interessante e ben fatto. Vorrei anche io , porvi questa domanda. Cosa vuol dire il peccato contro lo Spirito Santo? Come e quando si pecca contro lo spirito S. SANTO? Credo che tutti i veri cristiani si sono posti o si pongono questa domanda, per timore di peccare, magari anche involontariamente. Grazie per una vostra eventuale risposta.

 

Risposta:

Cara sorella Dio ti benedica e grazie per i complimenti che ci hai fatto per il sito. Siamo certi, però, che può essere migliorato moltissimo, ma non ne abbiamo la capacità.

Vengo alla tua domanda. Si parla di questo tipo di peccato nei seguenti versetti:

In verità vi dico: ai figli degli uomini saranno perdonati tutti i peccati e qualunque bestemmia avranno proferita; ma chiunque avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non ha perdono in eterno, ma è reo di un peccato eterno». Egli parlava così perché dicevano: «Ha uno spirito immondo»” (Marco 3:28).

 

Perciò io vi dico: ogni peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini; ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata.  A chiunque parli contro il Figlio dell'uomo, sarà perdonato; ma a chiunque parli contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato né in questo mondo né in quello futuro. O fate l'albero buono e buono pure il suo frutto, o fate l'albero cattivo e cattivo pure il suo frutto; perché dal frutto si conosce l'albero” (Matteo 12:31-33).

 

E chiunque parlerà contro il Figlio dell'uomo, sarà perdonato; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato” (Luca 12:10).

 

Se qualcuno vede suo fratello commettere un peccato che non conduca a morte, preghi, e Dio gli darà la vita: a quelli, cioè, che commettono un peccato che non conduca a morte. Vi è un peccato che conduce a morte; non è per quello che dico di pregare” (1 Gv 5:16).

 

Tutti questi versetti si spiegano alla luce di due fattori:

 

(1) il versetto “Dio è Spirito; e quelli che l'adorano, bisogna che l'adorino in spirito e verità” (Gv 4:24).

(2) il contesto stesso dei versetti su citati.

 

Il verso in Gv 4:24 ci dice che Dio è Spirito. Sappiamo che Dio è onnipresente. Per noi lo Spirito Santo è Dio stesso, la Sua presenza intorno a noi e in noi e quindi anche la Sua potenza e forza. Detto ciò passiamo al contesto dei versetti. Ci si può facilmente rendere conto che il contesto verte su quest’unico fatto: Gesù operava miracoli e i farisei li attribuivano al demonio e non a Dio (o allo Spirito Suo).

 

Non percepire l’opera di Dio, rinnegandola dopo averne visto i frutti, significa rinnegare Dio stesso e quindi un peccato che non può essere perdonato.

 

Il parlare male di Gesù, in quanto un uomo glorificato, può essere perdonato, ma il parlar male dello Spirito che animava Gesù e che anima ancora oggi i santi credenti, significa bestemmiare contro Dio stesso e quindi è un peccato che non può essere perdonato.

 

Alcuni dicono, che tutti i credenti prima di convertirsi hanno peccato contro Dio. Questo è vero! Quanti però, poi, si convertono all’Evangelo significa che avevano peccato non di rinnegamento cosciente dell’amore di Dio. Infatti, la bestemmia contro lo Spirito Santo è quel rinnegamento volontario che coscientemente uno attua pur avendo apprezzato il dolce che scaturisce da una fonte o il frutto dolce di un buon albero.

 

Negli ambienti evangelici se ne parla molto di questo peccato imperdonabile e molti si chiedono, preoccupandosi, se l’hanno commesso. Pensiamo tuttavia che già il fatto che uno se lo chieda e stia in giusta pena significa che non lo ha commesso. La bestemmia contro lo Spirito Santo e quindi contro Dio è una deliberata attitudine ostile di rinnegamento dell’opera di Dio nelle persone o nelle circostanze. In altri termini crediamo che un cristiano non possa commettere il peccato imperdonabile in modo involontario o incosciente come commetterebbe tutti gli altri peccati.

 

Riportiamo anche le considerazione fatte da un altro studioso  che ci sembrano buone.

Ogni sorta di peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo spirito non sarà perdonata” (Mt 12:31, TNM; cfr. Mr 3:28,29; Lc 12:10). Per comprendere appieno il senso del peccato imperdonabile di “bestemmia contro lo spirito”, bisogna analizzare la situazione in cui ciò è detto, perché la Bibbia s’interpreta con la Bibbia. La dichiarazione di Yeshùa in Mt 12:31 è preceduta da questa frase all’inizio del versetto: “Perciò [Δι τοτο (Dià tùto); “per questo”] io vi dico”, quindi la successiva affermazione circa imperdonabilità della bestemmia contro lo spirito giunge in seguito a qualcosa, cui Yeshùa si riverisce dicendo “per questo”. Le circostanze erano state le seguenti: 

Portarono a Gesù un uomo che era cieco e muto, perché uno spirito maligno era dentro di lui. Gesù lo guarì; quello si mise a parlare e incominciò a vedere. Le folle erano piene di meraviglia . . . Ma i farisei, quando ne furono informati, dissero: 'È soltanto con l'aiuto di Beelzebùl, il capo dei demòni, che egli ha il potere di scacciare i demòni'. Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: 'Se . . . Satana scaccia Satana ed è in lotta contro se stesso, come potrà durare il suo regno? . . . Perciò vi dico: tutti i peccati e tutte le bestemmie degli uomini potranno essere perdonati, ma chi avrà detto una bestemmia contro lo Spirito Santo non potrà essere perdonato. Se uno avrà detto una parola contro il Figlio dell'uomo potrà essere perdonato; ma chi avrà detto una parola contro lo Spirito Santo non sarà perdonato, né ora né mai’”. - Mt 12:22-32, PdS.

   “Perciò vi dico”, si riferisce quindi al fatto che quei farisei non si erano limitati a non credete a Yeshùa ma si rifiutarono di credere all’azione dello spirito santo di Dio. Potevano essere perdonati per aver respinto Yeshùa ma non per aver bestemmiato negando l’operato dello spirito di Dio. Lo spirito santo, la forza attiva di Dio, emana da Dio stesso, è intimamente collegata alla persona stessa di Dio, per cui bestemmiare contro il suo spirito è come bestemmiare Dio. Ciò è imperdonabile. Fu questo episodio che indusse Yeshùa a menzionare il peccato imperdonabile contro lo spirito ovvero l’opporsi sprezzantemente all’azione dello spirito di Dio. Tale opposizione è volontaria e meditata.

   “Ciò che esce dalla bocca viene dal cuore, ed è quello che contamina l'uomo. Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni” (Mt 15:18,19; cfr. Mr 7:21,22). Il cuore biblico è la mente, sede dei pensieri, quindi il fatto che la bestemmia sorga dal cuore/mente indica la sua intenzionalità. I farisei avevano visto con i loro occhi l’azione dello spirito di Dio, eppure attribuirono questo santo potere, che Dio aveva dato a Yeshùa, a Beelzebub, satana. Così bestemmiarono lo spirito santo di Dio. Attribuendo intenzionalmente l’operato di Yeshùa al potere demoniaco anziché all’azione dello spirito santo di Dio, stabilirono il primato dei demòni, legittimandolo.

   Noi pure, se alla fine falliamo, cadendo nella pratica del peccato, diamo ai demòni pieno riconoscimento. “Se noi volontariamente continuiamo a peccare anche dopo che abbiamo imparato a conoscere la verità, allora non c'è più nessun sacrificio che possa togliere i peccati. In questo caso resta soltanto la terribile attesa del giudizio di Dio”. - Eb 10:26,27, PdS.

Quelli che sono caduti di nuovo nel male, non possono più cambiare vita ed essere rinnovati ancora una volta. Già una volta hanno avuto la luce di Dio, hanno provato il dono celeste, hanno ricevuto lo Spirito Santo, hanno gustato la buona parola di Dio e le meraviglie del mondo futuro. Eppure, per quanto sta in loro, essi crocifiggono nuovamente il Figlio di Dio e lo mettono di fronte agli insulti di tutti. Perciò non possono cambiar vita ancora una volta”. - Eb 6:4-6, PdS.

   “La persona che agisce con proposito deliberato, sia nativo del paese o straniero, oltraggia il Signore; quella persona sarà eliminata dal mezzo del suo popolo” (Nm 15:30). Solo Dio, che legge nei cuori, sa se una persona ha commesso il peccato imperdonabile. Non spetta agli altri giudicare. Per quanto riguarda se stessi, se un credente si pone il problema preoccupandosi con afflizione, il fatto stesso che la sua coscienza lo renda inquieto, mostra che non è giunto al peccato imperdonabile, perché questo non causa sofferenza interiore: è volontario, deliberato, non suscita pentimento.  (Dott. Gianni Montefameglio)

 

Cara sorella speriamo di essere stati esaurienti nelle nostre risposte. Dio ti benedica in Cristo Gesù nostro Signore!

 



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Un amica ci scrive:

Ogni tanto leggo il vostro sito e vedo che siete una denominazione cristiana antitrinitaria (si dice così?) Ebbene la mia domanda e' questa . In Isaia 7:14 c’è scritto: “Perciò il Signore stesso vi darà un segno: Ecco, la giovane concepirà, partorirà un figlio, e lo chiamerà Emmanuele” (Emmanuele Dio con noi!). Come spiegate questo versetto? Grazie per l'eventuale risposta.

 

Risposta:

Pace a te carissima sorella, Dio ti dia quello che stai cercando benedicendo la tua vita.

“Denominazione cristiana antitrinitaria” è certamente un descrizione impropria perché non rende giustizia al sentimento che ci anima. Il termine “Anti” significa stare contro qualcosa. Noi non stiamo contro nessuno e rispettiamo le opinioni degli altri cercando sempre un pacifico e proficuo dialogo con tutti. Inoltre, come puoi vedere nella sezione “Cosa crediamo”, siamo persuasi che chiunque sia stato lavato dal sangue di Gesù sia salvato e un figlio di Dio. Paolo stesso disse che per essere salvati bisognava confessare con la bocca che Gesù è il Signore (il Cristo) e che DIO lo ha risuscitato dai morti (cf. Romani 10:9).

 

Le dottrine a volte, anzi quasi sempre, dividono, ma noi vorremmo ricercare e preservare quell’unico elemento che dovrebbe unire tutti quelli che si chiamano cristiani e cioè: “La via che porta a Dio è il sacrificio cruento fatto da Gesù sulla croce”.

 

Per quanto concerne il passo che tu citi di Is 7:14 possiamo dire che come quasi tutte le profezie è telescopica o meglio ha una attuazione nell’immediato e anche una nei tempi messianici con riferimento al Cristo che sarebbe dovuto venire al mondo.

 

L’attuazione immediata o prossima la puoi già tu stessa verificare sempre in Isaia 8:3 “Mi unii pure alla profetessa, e lei concepì e partorì un figlio. Allora il SIGNORE mi disse: «Chiamalo "Affrettate il saccheggio. Presto al bottino"”.

 

Per verificarlo basta mentre a confronto i versetti che ci interessano:

 

 

Is 8:1

Il Signore mi disse: ‘Prendi una tavoletta grande e scrivici sopra in caratteri leggibili: Affrettate il saccheggio! Presto, al bottino!’.

 

 

Is 8:2

Mi scelsi come testimoni fedeli il sacerdote Uria e Zaccaria, figlio di Ieberechia.

Is 7:14

Ecco, la giovane concepirà, partorirà un figlio,

e lo chiamerà Emmanuele.

 

Is 8:3

Mi unii pure alla profetessa, e lei concepì e partorì un figlio. Allora il Signore mi disse: ‘Chiamalo ‘Affrettate il saccheggio. Presto al bottino’;

Is 7:16

Ma prima che il bambino sappia rigettare il male e scegliere il bene,

il paese del quale tu temi i due re, sarà devastato.

Is 8:4

poiché prima che il bambino sappia chiamare papà e mamma, le ricchezze di Damasco e il bottino di Samaria saranno portati davanti al re d'Assiria’.

Is 7:18-20

In quel giorno il SIGNORE fischierà alle mosche che sono all'estremità dei fiumi d'Egitto e alle api che sono nel paese d'Assiria».  Esse verranno e si poseranno tutte nelle valli deserte, nelle fessure delle rocce, su tutti i cespugli e su tutti i pascoli. In quel giorno, il Signore, con un rasoio preso a noleggio di là dal fiume, cioè con il re d'Assiria, raderà la testa, i peli dei piedi e porterà via anche la barba.

Is 8:7,8

Isaiah 8:7-8   7 ecco, il Signore sta per far salire su di loro le potenti e grandi acque del fiume, cioè il re d'Assiria e tutta la sua gloria; esso s'innalzerà dappertutto sopra il suo livello, e strariperà su tutte le sue sponde.  8 Passerà sopra Giuda, inonderà, e passerà oltre; arriverà fino al collo, e le sue ali spiegate copriranno tutta la larghezza del tuo paese, o Emmanuele!».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giuda sarebbe stato liberato dai due re che la minacciavano, però, proprio per la mancata fiducia di Acaz in Dio, l’Assiria strariperà contro il regno di Giuda e lo inonderà tutto, lo punirà gravemente (“fino al collo”).

 

Come si evince c’è un evidente parallelismo tra Is 14-20 e Is 8:1-8.

 

Inoltre, il fatto che il nome “Emmanuele” venga inserito in Is 8:8 sta a significare che si tratta proprio dello stesso bambino di Is 7:14.

 

Isaia stesso afferma che i suoi figli sono un segno “Eccomi con i figli che il Signore mi ha dati; noi siamo dei segni e dei presagi in Israele da parte del Signore degli eserciti, che abita sul monte Siòn” (Is 8:18). Questo ci richiama al “segno” di Is 7:14.

 

La conclusione è che il bimbo di cui parla Is 7:14 è proprio il figlio di Isaia

 

Nell’applicazione a lungo termine questa stessa profezia fa riferimento al Cristo che avrebbe liberato il popolo di Dio (cf. Mt 1:23)

Spero che le nostre considerazioni ti siano state utili. Dio benedica la tua famiglia!

 



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